Rassegna Stampa

Legge sugli stadi: sì ai privati, no alle speculazioni

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-11-2013 - Ore 08:29

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Legge sugli stadi: sì ai privati, no alle speculazioni

Legge sugli stadi, si riparte.Ma chiamarla legge sugli stadi sarebbe riduttivo considerando l’ampio raggio del nuovo progetto che abbraccia l’intera impiantistica sportiva. Ieri pomeriggio i deputati Dario Nardella (Pd), Filippo Fossati (Pd), Valentina Vezzali (scelta civica), Raffaello Vignali (Pdl) e Laura Coccia (Pd) hanno presentato la nuova proposta di legge, con lo scopo di favorire la costruzione e la ristrutturazione di impianti e di complessi sportivi multifunzionali già esistenti attraverso la semplificazione e l’accelerazione delle procedure amministrative, e la previsione di tempi certi per la realizzazione delle opere. Il ddl punta sul «project financing», un progetto a lungo termine che garantirebbe agli investitori un ritorno di cassa grazie ai flussi economici previsti dalla gestione dell’opera stessa, che tornerebbe in possesso della pubblica amministrazione una volta esaurito il periodo di concessione governativa. Ed è proprio al Governo che i deputati si rivolgono per poter varare in tempi brevi una legge.

L’idea politica abbraccia appieno il nuovo corso ideato dal presidente del Coni Giovanni Malagò che manifestò - già nella propria campagna elettorale - l’intenzione di aprire agli investitori privati per sviluppare un processo di crescita nel mondo dell’impiantistica sportiva. «Il Coni non si può sostituire il legislatore - afferma il presidente del Coni - ma seguiamo con grande interesse questo intervento normativo che non riguarda unicamente gli stadi di calcio ma l’intera impiantistica sportiva, e che porterebbe sviluppo e occupazione al Paese».

Le opere in oggetto dovranno essere di preminente interesse sociale e nazionale, nonché di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza. Il disegno di legge riguarda gli impianti coperti con più di 1500 posti a sedere, oppure impianti sportivi scoperti con un minimo di 4 mila posti comprensivi di aree tecniche, di parti destinate alle attività culturali, commerciali e di ristoro. I complessi multifunzionali potranno comprendere uno o più impianti sportivi, e ogni altro insediamento edilizio purché a destinazione non residenziale, ritenuto necessario e inscindibile purché congruo e proporzionato ai fini del complessivo equilibrio finanziario nell’intervento di costruzione e di gestione dell’opera. Parallelamente, il Governo si sta già muovendo per disegnare un progetto che possa risolvere il problema dell’impiantistica sportiva. «La legge è una delle priorità del Governo - ha dichiarato il ministro dello sport Graziano Delrio - mi sono impegnato da subito a coordinare questa iniziativa parlamentare». 

Fonte: IL TEMPO - PIERETTI

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