Rassegna Stampa

Limiti ed errori, le squadre sempre vittime di se stesse

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-01-2016 - Ore 09:29

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Limiti ed errori, le squadre sempre vittime di se stesse

IL CORRIERE DELLA SERA - TUCCI - Cambia la panchina, non cambia la Roma: lenta, abulica, priva di idee. Dimenticato lo scudetto, si può sperare nella Champions? Con questa squadra assolutamente no. La difesa è un colabrodo. Con il Verona il tentativo di «ritrovare» Castan è andato a vuoto. Servono almeno un paio di rinforzi se si vuole salvare l’Europa minore. A centrocampo, Nainggolan e Pjanic giocano un tempo, poi accusano la fatica, segno che la preparazione atletica (non solo la loro) è assai carente. In attacco, i problemi sono tanti, perché Salah non rende più come in passato e Dzeko è un oggetto misterioso. Non vede più la porta e nei contrasti ha sempre la peggio. Ora si corra ai ripari, se si vuole salvare almeno in parte la stagione. Tutto ciò dimostra che la campagna acquisti della Roma è stato un catastrofico flop. Il responsabile ha un nome e un cognome, però non abbiamo mai sentito pronunciargli la parola dimissioni. Aveva ragione il vecchio premier Giovanni Spadoliniquando sosteneva che nel vocabolario italiano questo sostantivo non esiste. Sull’altra sponda del Tevere accade che la Lazio acciuffa un pareggio quando pochi ormai se lo aspettavano. Merito di Pioli che è riuscito in corsa a fare un paio di cambi che hanno mutato il volto alla partita. Però, non è possibile che i biancazzurri giochino solo meno di mezzora nell’arco di un match. Alla Lazio sembra mancare soprattutto il carattere: la squadra non riesce più a mettere in campo quell’aggressività che la aveva contraddistinta la scorsa stagione quando era una splendida realtà.

Fonte: IL CORRIERE DELLA SERA - TUCCI

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