Rassegna Stampa

Ljajic è l’arma di Garcia. Tegola per Gervinho: stop di tre settimane

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-04-2015 - Ore 09:38

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Ljajic è l’arma di Garcia. Tegola per Gervinho: stop di tre settimane

È da Adem Ljajic che Garcia e i tifosi si aspettano qualcosa in più. Almeno sabato, contro il Napoli, in una gara che dovrebbe responsabilizzare il ragazzo, il più anziano per militanza a disposizione del tecnico, insieme a Florenzi, all’interno di un attacco composto da giocatori che, per un motivo o per un altro, ancora non hanno convinto. All’incertezza legata a Totti, la cui presenza è ancora in dubbio (potrebbe farcela per andare in panchina), va aggiunta l’indisponibilità diGervinho. L’ivoriano si è sottoposto ieri, appena sbarcato nella capitale, a degli accertamenti alla coscia alla quale si era fatto male in nazionale. E la diagnosi non lascia scampo: lesione di primo grado al bicipite femorale destro, per uno stop di tre settimane.

In pratica il periodo decisivo di questa volata finale, che costringerà Garcia a schierare un tridente ancora una volta diverso. Non è certo un’annata fortunata per l’esterno, che, tra infortuni e i postumi della coppa d’Africa, ha collezionato prestazioni non soddisfacenti, trovando per la prima volta i fischi dello stadio.

Per questo l’importanza di Ljajic, giocatore che sta bene e che deve tirar fuori il carattere per riuscire a trascinare la Roma in un Olimpico che, nell’ultima apparizione casalinga, contro la Fiorentina, ha duramente contestato la squadra. Un malumore rimasto sospeso grazie alla vittoria di Cesena, ma che continua a circolare tra i tifosi e rischia di esplodere nuovamente di fronte a un altro passo falso. E Adem è uno dei pochi non fischiati dell’attacco. Insieme al serbo, a disposizione sicuramente sono Iturbe e Ibarbo, trio inedito con Florenzi che rientrerà solo oggi dalla nazionale e potrebbe tornare utile come terzino viste le condizioni non ottimali di Torosidis. E con Doumbia alternativa, a giocarsi una maglia con i colleghi.

Fonte: la repubblica (F. Ferrazza)

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