Rassegna Stampa

Ljajic in campo. Lamela se ne va

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-08-2013 - Ore 08:30

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Ljajic in campo. Lamela se ne va

Il Bernardini di Trigoria non è l’Azteca di Città del Messico, ma Lamela e Ljajic, l’argentino esce e il serbo entra, a 43 anni dal primo mondiale messicano ci fanno venire in mente Mazzola e Rivera. Per Ferruccio Valcareggi, il ct azzurro dell’epoca, solo uno poteva stare in campo. Come per la Roma che addirittura è andata oltre, liberandosi di uno. Per evitare sovrapposizioni di ruolo e sovraesposizioni di bilancio. Così per prendere Adem, ha dovuto lasciare andare Erik. Conta, e tanto, l’aspetto economico che ha quasi sempre la priorità, come ha ricordato Garcia sabato scorso: la società giallorossa, nel passaggio di consegne, ha chiuso con un abbondante attivo. Più o meno 20 milioni, anche se i calcoli sono più complicati da fare, perché nelle due negoziazioni compaiono sia i bonus a obiettivi (di squadra e del singolo), inseriti per il trasferimento di entrambi i calciatori, e le commissioni. Restringendo il discorso alle cifre, il Tottenham paga 30 milioni (più 5 di bonus) per avere Lamela, mentre la Roma ne versa 11 (più 4 di bonus, come anticipavano già da martedì a Firenze) per tesserare Ljajic. La Fiorentina, per non far lievitare ulteriormente il prezzo, avrà il 20 per cento di un’eventuale cessione del giocatore. Solo, però, sulla plusvalenza. Soluzione simile a quelle adottate con Marquinhos e il Corinthians e con Jedvaj e la Dinamo Zagabria.

 
IL VIAVAI –  Ljajic e Lamela non hanno fatto in tempo ad allenarsi insieme. Occhiali da sole, tshirt, jeans e sacca in spalla: il ventiduenne Adem, arrivato alle 10,25 a Termini con un quarto d’ora di ritardo e seguito dal papà Samir e dal manager Ramadani, è stato accompagnato al Bernardini da Tempestilli. Sceso dal treno è salito alla svelta in auto, giusto il tempo di dire per la prima volta «Forza Roma». Subito la stretta di mano con Garcia e l’approccio con i nuovi compagni. «Ho una gran voglia di far bene» la promessa del serbo che oggi approfondirà la conoscenza con l’allenatore francese. Non ha incrociato Erik che, finito il lavoro, è tornato a casa, prima di spostarsi a Fiumicino per volare nel tardo pomeriggio a Londra insieme con la sua Sofia. A Ljajic si è dedicato a fine mattinata De Rossi che lo ha scortato fino al Torrino, a vedere la nuova casa. Che poi è quella lasciata libera da Osvaldo, di proprietà proprio di Daniele (quella di Lamela la prenderà invece Gervinho). In macchina con i due calciatori, anche Berti, manager di De Rossi e grande amico di Ramadani. Adem è rientrato poi a Trigoria per firmare il quadriennale da 1,9 milioni a salire (più bonus, con media di 2,2 a stagione e clausola di 20 milioni) al fianco del ceo Zanzi e per scegliere la maglia numero 8 lasciata da Lamela. A seguire visite mediche e primo allenamento con gol.

 
IL DOPPIO RUOLO –  Adesso Garcia ha tre giorni per valutare la forma di Ljajic e di conseguenza decidere se farlo debuttare domenica contro il Verona. Il francese ha due opzioni: Adem sa partire da sinistra e può giocare anche da finto nueve. Insomma può scambiarsi la posizione con Totti, rendendo l’attacco imprevedibile, proprio come lo vuole il tecnico. Oggi la Roma non ha il centravanti titolare. In attesa di Destro e di uno che arriverà, Garcia può puntare, a seconda delle gare, su Borriello, sul capitano e sul serbo.

 
L’ARRIVEDERCI DI ERIK  -  «Sono orgoglioso di aver giocato con la maglia della Roma. Spero un giorno di tornare. Ringrazio i tifosi giallorossi per come mi hanno trattato. Li abbraccio tutti. Saranno sempre nel mio cuore. Forse non sono riuscito ad esprimere tutto ciò che avrei voluto e potuto fare. Anche a livello di squadra ci è mancato qualcosa. Spero che quest’anno vada meglio. Alla società, all’allenatore e ai compagni auguro di fare una bella stagione» dice con affetto Lamela, prima di imbarcarsi a Fiumicino. Ljajic più freddo nell’addio a Firenze: «È arrivata un’altra soluzione buona per me e la Fiorentina, così siamo contenti adesso tutti. Il litigio con Gomez e il precontratto con il Milan sono bugie. invenzioni. Io volevo restare…». Montella è realista: «Una cessione inevitabile e quindi indolore. E’ un capitolo chiuso. Accetto la sua decisione».

Fonte: Il Messaggero

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