Rassegna Stampa

Ljajic oltre la Juve: “Stop alle polemiche, pensiamo a vincere”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-10-2014 - Ore 09:12

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Ljajic oltre la Juve: “Stop alle polemiche, pensiamo a vincere”

«Di quello che è successo a Torino mi è stato detto di non parlarne, meglio quindi che sto zitto», ride Adem Ljajic, rivelando, involontariamente, quello che è il diktat della Roma ai suoi giocatori. Basta con le polemiche e le accuse, il comunicato distensivo di Pallotta è un monito per tutti i tesserati a guadare avanti senza affrontare più l’argomento Juventus-Roma. Eppure qualcosa al serbo sfugge. «Noi abbiamo giocato bene — le sue parole alle telecamere di Roma Tv — con tanto possesso palla e passaggi. La Juve ha fatto tre gol irregolari. Contro di questo non possiamo fare niente. Andiamo avanti, c’è ancora molta strada da fare e proveremo a vincerle tutte perché siamo i più forti e giochiamo il più bel calcio in Italia».

Ljajic è stato uno dei più insultati dalla tribuna dello Juventus Stadium. «Ho risposto, ma dovevamo restare tranquilli perché se il mister ti vuole mandare in campo devi avere la testa fredda. La gente si deve abituare ad avere la panchina in tribuna, devono imparare ad avere rispetto. Quando noi avremo il nostro stadio, con le panchine in quel modo, spero che i nostri tifosi non si comportino così». L’attaccante rivela poi di aver provato a portare a Roma un suo connazionale. «Ho provato a convincere Kolarov che è un mio grande amico. L’ho chiamato 2-3 volte, ma non è più venuto. Non so se si sia pentito, però spero arrivi qualche compagno della Serbia perché sono forti, lui in particolare perché è al momento il più forte». Anche perché l’obiettivo è solamente uno: «Vincere lo scudetto, anche se dopo la gara di domenica non dipende tanto da noi. Cerchiamo di giocare con la testa fredda». Si avvia, intanto, verso il tutto esaurito la gara con il Bayern Monaco. Resta solamente qualche tagliando di Tevere e Monte Mario. Garcia, alla ripresa dopo la sosta, potrà riavere a disposizione De Sanctis e Astori.

Fonte: LA REPUBBLICA (F. FERRAZZA)

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