Rassegna Stampa

Lorella Cuccarini: “Non drammatizziamo, i miei figli allo stadio li porto”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-05-2014 - Ore 10:49

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Lorella Cuccarini: “Non drammatizziamo, i miei figli allo stadio li porto”

 Sabato scorso, mentre su viale di Tor di Quinto stava scoppiando il finimondo, lei si trovava a poche centinaia di metri ad assistere alla partita di calcio del figlio. Dalla sua postazione «privilegiata» Lorella Cuccarini, grande tifosa della Roma ma soprattutto appassionata di calcio e frequentatrice assidua dell’Olimpico, ha vissuto da vicino la follia che si stava scatenando.
Si è resa conto di quanto stava succedendo?
«In un primo momento ho sentito dei botti così forti che pensavo fosse esplosa una bomba, poi ho seguito gli aggiornamenti su Twitter e ho capito che la situazione con il passare dei minuti diventava sempre più grave».
Lei ha più volte dichiarato che non ha paura a portare i figli allo stadio. La pensa ancora così?
«Certamente. Quest’anno le partite della Roma le ho viste quasi tutte all’Olimpico, ho ritrovato uno stadio con le famiglie e i bambini, ho avuto la percezione di un ambiente sereno. Lo stadio di proprietà, quando ci sarà, servirà per consolidare questa mentalità».
Crede che ci saranno incidenti domenica per Roma-Juventus?
«Paradossalmente sono quasi contenta che la Roma abbia perso a Catania, perché altrimenti sarebbe stata una partita ad alto rischio».
Come se ne esce?
«Da cittadina vedo quello che è successo in Inghilterra. Gli hooligans negli anni ’80 mettevano a ferro e fuoco le città. Se loro sono riusciti a risolvere il problema, possiamo riuscirci anche noi».
Il calcio è una passione in casa sua.
«Mio figlio Giorgio gioca, ma non è il solo, anche la sua gemella Chiara è nelle giovanili della Roma femminile. Una specie di legge del contrappasso: a chi mi chiede se ho figlie che amano la danza, rispondo che giocano a calcio. Sono contenta perché per noi è un momento di condivisione, mi spiace solo che in Italia il calcio femminile sia poco considerato. Spero che il presidente Pallotta possa fare qualcosa per far crescere l’attenzione su questo sport come succede in America».
Che tipo le sembra Pallotta?
«Io ero affezionata a Rosella Sensi, ma devo dire che i timori che c’erano di poter perdere radici e tradizioni con il passaggio ad una proprietà straniera erano infondati. La Roma era e resta fortemente legata alla sua gente».
E Garcia?
«E’ molto interessante, sia come persona sia come tecnico. E’ stato lui il valore aggiunto: veder giocare la Roma è stato uno spettacolo, al pari delle più grandi squadre d’Europa. E poi non bisogna dimenticare i meriti di Sabatini: è stato bravissimo a scegliere i giocatori giusti».
Lorella Cuccarini è una tifosa soddisfatta?
«Molto. Facciamo solo finta che la gara col Catania non si sia giocata».
La Juventus ha meritato lo scudetto?
«Sì perché ha un organico completo, Conte ha due squadre a disposizione. Certo, il dubbio che a volte ci sia stato un occhio di riguardo nei loro confronti c’è. Sarebbe stato bello potersela giocare fino in fondo».

Fonte: Corriere della Sera – G.Piacentini

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