Rassegna Stampa

Losi: "Diamo fastidio a chi conta"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-12-2013 - Ore 08:42

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Losi:

«È inutile che ci giriamo intorno. A noi non regala niente nessuno. Anzi, se c’è da toglierci qualcosa, sono sempre pronti a farlo». Non va per il sottile Giacomo Losi, di fronte all’ennesima direzione di gara sfavorevole alla Roma. Le decisioni della coppia Damato-Banti a Bergamo, così come già a Torino, a parti invertite, con l’uno in veste di giudice di porta e l’altro a dirigere, fanno gridare allo scandalo anche il pur pacato ed equilibrato ex capitano giallorosso.

«E il guaio è che ad alcune squadre, non dico che diano proprio una mano, ma chissà com’è, chiudono spesso più di un occhio e l’errore è sempre ai danni delle loro avversarie, mentre quando riguarda noi, di occhi ne tengono aperti almeno quattro e le decisioni sono sistematicamente a nostro sfavore. Ma non è una cosa nuova. Succede così da sempre, lo sappiamo».

«Ne è la riprova che anche quando la Roma è riuscita a vincere il campionato, lo ha potuto fare solo mettendoci molto di più in termini di impegno. E’ come se dovesse produrre uno sforzo triplo per venire a capo di una partita o di una stagione. Insomma, la deve vincere tre volte per vincerla davvero. Mentre credo che basterebbe che ci dessero quanto ci spetta. L’episodio del rigore non concesso a Bergamo per il fallo di mani in area di Canini ne è un esempio tra tanti. E, come ha detto anche Rudi Garcia, è qualcosa che si ripete troppo spesso. Segno che diamo fastidio a molta gente e in particolare a chi conta. Non dico che ad ogni partita, ma certamente ad ogni campionato, ci tolgono più di qualcosa. Sempre. Capisco la società, che non intende esporsi su questo fronte, ma quando è troppo è troppo».

Non si tira comunque indietro, “Corederoma”, rispetto a qualche appunto che va mosso anche alla stessa Roma. «L’assenza di Francesco (Totti, ndr) – dice infatti – ha tolto certamente qualcosa alla squadra. Anzi, più di qualcosa. E’ come se i suoi compagni avessero perso più di un semplice punto di riferimento, perché tale è per tutti loro la presenza del capitano in campo. Ineguagliabile, per la capacità di illuminare il gioco e di rendere imprevedibile qualsiasi azione. Cosa che non accade più».

«Vedo come un blocco, forse psicologico, in tanti giocatori. Una cosa che quasi non mi so spiegare, tenuto conto della personalità che molti di loro hanno dimostrato finora di avere. Mi sembra insomma che in queste ultime quattro partite, non a caso tutte pareggiate, sia mancata quella determinazione, quel coraggio, che avevano contraddistinto le prestazioni della squadra nelle prime dieci, tutte vinte. Se poi entriamo nello specifico delle singole gare, premesso che un tecnico è libero di fare le scelte che vuole, mi è sembrato che, contro l’Atalanta, la formazione di base mancasse di quegli elementi capaci realmente di costruire gioco. La squadra, infatti, ha cominciato a girare solo nella ripresa, quando sono entrati giocatori come Pjanic e Ljajic».

«E quando mancano uomini di qualità, come questi, se ne subiscono facilmente le conseguenze. L’ingresso del bosniaco, in particolare, ha dato una scossa a tutto il gruppo e si è vista finalmente una mezz’ora di buon livello. O almeno, della Roma che conosciamo e avevamo ammirato all’inizio di stagione. Poi, è certamente vero, come ho già detto, che senza alcune decisioni arbitrali, che hanno condizionato fortemente la partita, l’esito, a Bergamo, avrebbe potuto essere diverso. Magari avremmo pareggiato molto prima, forse su rigore, e chissà che non avremmo portato a casa i tre punti».

«Lì, come a Torino, dove la Roma ha subìto quel gol di Cerci, viziato dalla spinta di Meggiorini su Benatia, e non ha avuto a suo favore un sacrosanto rigore per il fallo su Pjanic. Ciò non toglie che si debba continuare ad essere fiduciosi. La squadra, anche pareggiando, ha fatto quasi sempre delle ottime partite. Insomma, non è successo nulla. E di questo dobbiamo essere convinti tutti. Sono poi certo che il ritorno di Francesco ridarà forza e motivazioni a tutto il gruppo. L’augurio è che rientri quanto prima e che tutta la squadra torni a girare come ha fatto fino a un mese fa».

Fonte: IL ROMANISTA - MACEDONIO

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