Rassegna Stampa

Lotito e i contatti sospetti: “Vogliono screditarmi”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-06-2015 - Ore 06:27

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Lotito e i contatti sospetti: “Vogliono screditarmi”

LA REPUBBLICA - MENSURATI/PINCI – Nel giorno della resa di Pulvirenti, si registra il contrattacco di Claudio Lotito. Nel mirino i giornali che nei giorni scorsi hanno dato notizia del suo coinvolgimento, seppure non diretto, nell’inchiesta di Catania. «Vogliono screditare me e la Figc», è la teoria di Lotito. Come ormai accertato, Pulvirenti aveva provato a contattare alcuni dirigenti per indirizzare le gare finali del campionato in favore del suo malmesso Catania. Un’attività frenetica, intercettata dalla polizia cui lo stesso Pulvirenti si era rivolto per alcune minacce ricevute da alcuni ultrà.

Tra le molte telefonate ce n’è più di una intercorsa con il presidente della Lazio. I pm, però, non le hanno potute utilizzare perché in quel momento Pulvirenti era parte lesa e l’indagine era stata autorizzata per tutt’altro motivo. Scrive tuttavia il gip: «Pulvirenti e Cosentino (l’a.d. del club, ndr ), in evidenti ambasce per la difficile situazione di classifica » si rivolsero «a Lotito con il quale si registrano numerosi contatti, precedenti e successivi la partita con l’Avellino (uno dei match al centro delle indagini, ndr ), e al quale, espressamente, Cosentino riconosceva il merito di averne, in qualche modo, condizionato il risultato (vinse il Catania con un rigore molto contestato, ndr). Ipotesi questa - scrive ancora il gip - che la successiva attività investigativa non ha confermato» e che per altro «cozza logicamente con l’eventuale, ma alternativa, consapevolezza dei predetti di aver conseguito l’obiettivo tramite l’attività degli intermediari ai quali in seguito ebbero a rivolgersi ».

Sintetizzando: Pulvirenti e Cosentino chiedono a Lotito una mano per “sistemare” Catania-Avellino, gara poi risultata effettivamente truccata. Non ci sono elementi per dire che Lotito abbia fatto nulla di illecito, anzi, un intervento di Lotito «cozzerebbe logicamente» con il resto dell’indagine. Ma, e qui nasce il problema, se per la giustizia ordinaria la cosa potrebbe anche chiudersi qui, per la giustizia sportiva no. Perché i tesserati hanno l’obbligo di denunciare gli illeciti di cui sono a conoscenza. E Lotito avrebbe dunque dovuto denunciare Pulvirenti-Cosentino. Ma il presidente della Lazio non ci sta. E ribatte anche su questo punto: «Le telefonate con il presidente del Catania hanno avuto a oggetto aspetti economici che la società siciliana doveva affrontare in quel periodo, in merito ai quali Pulvirenti e i suoi collaboratori hanno chiesto consigli». Lotito avrebbe dunque avuto solo un ruolo di advisor, dunque. «Non vi è alcun elemento - conclude Lotito, contraddicendo però il gip - che consenta di affermare che nei colloqui si sia parlato di incontri di calcio del Catania e di condizionamento del loro risultato». Eppure un sistema per stabilire chi tra il gip e Lotito ha ragione ci sarebbe: nulla infatti impedisce a Lotito di chiedere le intercettazioni che lo riguardano e renderle pubbliche. Risparmierebbe così anche un viaggio a Palazzi, che ha già tanto da fare.

Fonte: LA REPUBBLICA - MENSURATI/PINCI

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