Rassegna Stampa

Lotito e la maga: “La consigliò un prete”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-07-2015 - Ore 06:50

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Lotito e la maga: “La consigliò un prete”

LA REPUBBLICA - MENSURATI/VIVIANO - IL “CASO LOTITO”, uno dei misteri, chiamiamoli così, dell’inchiesta di Catania sullo shopping di fine stagione ammesso dal presidente Pulvirenti si scioglie in una macchietta stile Oronzo Canà.

Intercettando i telefoni del presidente del Catania e dell’amministratore delegato Cosentino, gli uomini della Digos si erano convinti che il presidente della Lazio, Claudio Lotito avesse “aiutato” il Catania nel suo finale di stagione fuorilegge. In particolare per la partita Catania- Avellino, vinta dal Catania con un rigore dubbio. Le intercettazioni telefoniche, secondo gli investigatori, erano inequivocabili, solo che non erano utilizzabili perché effettuate nel periodo in cui Pulvirenti, che si era rivolto alla polizia per alcune minacce degli ultrà, era parte lesa e l’inchiesta era autorizzata per tutt’altro. “Ma quali aiuti – ha sbottato Lotito appena saputo dei sospetti del giudice per le indagini preliminari – si erano rivolti a me per dei consigli economici”.

Ed in effetti, si scopre oggi, Lotito dice il vero, solo che racconta metà della storia. Ecco la ricostruzione fatta dalla polizia. Pulvirenti contatta Lotito per avere dei suggerimenti su come risolvere un problema di natura contrattuale con un calciatore argentino. Durante la telefonata, si lamenta anche della pessima situazione di classifica. “Devi andare da una maga”, suggerisce Lotito. Non una qualunque, ma dalla maga di fiducia di Lotito stesso, la maga Stefania di Roma, specialista in esoterismo, esorcismi e macumbe: “Una laureata che fa anche la chirurga, me l’ha consigliata un prete amico mio”. Dal tono delle conversazioni, si capisce che Lotito la considerava più importante di Felipe Anderson. Pulvirenti segue la dritta e porta a Catania la maga in persona. E il Catania vince contro l’Avellino, per la gioia del presidente che organizza persino un rito di purificazione dello stadio. Ed è proprio in quei giorni che le cimici della polizia registrano la telefonata di imbarazzante gratitudine nei confronti di Lotito. Gli investigatori le ascoltano e si convincono che non può essere vero e che è tutto un codice. E invece non era un codice, ma una delle tante forme che aveva assunto la disperazione dei due dirigenti. Disperazione che di lì a poco avrebbe esondato nel penale, travolgendo il Catania e tutto il resto della Serie B. Adesso a rischiare grosso sono in parecchi, la società siciliana, la cui retrocessione è quasi certa, quelle che hanno “venduto” il risultato, e l’intero campionato il cui via sempre destinato a slittare a metà settembre. Al di là della vicenda della maga, Pulvirenti ha infatti deciso di raccontare molte altre cose, tanto che in procura ormai lo chiamano “il pentito”. Nel mirino non soltanto i direttori sportivi ed amministratori delegati della società ma anche i giocatori che avrebbero accettato la “combine”.

Fonte: LA REPUBBLICA - MENSURATI/VIVIANO

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