Rassegna Stampa

LOTITO: “Ho inventato il 90% delle cose nel sistema calcio. Baldissoni? Non so chi sia”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-07-2014 - Ore 11:35

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LOTITO: “Ho inventato il 90% delle cose nel sistema calcio. Baldissoni? Non so chi sia”

Alcune idee innovative e lo scontro duro coi tifosi. La voglia di rinnovare e i modi troppi bruschi nel farlo. Il tutto condito da citazioni latine. Dieci anni fa entrava nella Lazio un presidente destinato a dividere. Senza sconti nelle domande, ecco la sua idea su debiti, curva, Lega. E Roma: «Da quattro anni in rosso»

Uno dei rischi di un’intervista con Lotito è però l’orario. Il presidente biancoceleste è noto per le lunghe ore di attesa che commina ai suoi astanti: del resto fece aspettare a lungo anche l’allora AD di Sky che doveva firmargli un contratto da 50 milioni. A noi però va bene, e dopo solo un’ora di attesa arriva. Per evitare l’altro rischio, quello degli almeno tre telefonini che si porta appresso, siamo riusciti a farci mettere in una sala quasi schermata – ma a lui non lo diciamo – e infatti in oltre due ore gli squilla solo una volta. (.....)

Le imputano un “difetto”, una sua presunta pregressa fede romanista, confermata anche da Storace, e dall’avv. Mauro Baldissoni che disse:” E’ romanista, lo sanno tutti”

Scusi, chi è Baldissoni?

Il Direttore Generale della AS Roma

Ah quindi io sarei romanista. Comunque guardi, Baldissoni non ho mai avuto il piacere di conoscerlo prima di incontrarlo in Lega Calcio [ah, quindi sa chi è, Ndr]. Per quanto concerne la mia lazialità, non deve assolutamente essere certificata. Sono sempre stato laziale , avevo l’abbonamento della Lazio. La mia lazialità nasce a cinque anni, trasmessami dal fidanzato della mia tata, e da allora – era il 1961 – sono sempre stato laziale. Questo lo possono testimoniare i miei compagni di scuola, e persino l’ex presidente del CONI, Petrucci.
Dov’era il 12 maggio 1974, il giorno del primo Scudetto della SS Lazio?
Ero allo stadio, mi pare in Tribuna Tevere. Di quel tempo ho persino un autografo di Chinaglia su un foglietto a quadretti che mi fece quando venne a trovarci a scuola con la sua Lancia HF .

Lei è anche accusato dai tifosi di aver “delazializzato” la SS Lazio. Non potrebbe essere utile portare alla Lazio un uomo immagine, tipo Nesta o Rocchi. Le faccio l’esempio di Alfredo Di Stefano al Real Madrid
La mia filosofia è quella di non trasformare la lazialità, uno stile di vita, in un sistema di autosostentamento. Non mi risulta però che Nesta abbia mai avuto la volontà di tornare. [Il giocatore dichiara il contrario, Ndr]. E poi guardi, non tutte le persone hanno le qualità caratteriali per ricoprire alcuni ruoli. Noi abbiamo un team manager, Maurizio Manzini, che è con noi da 40 anni. Un tempo che gli permette di incarnare la storia della Lazio più di tutti. Ma se un ex giocatore ha le qualità adatte, allora noi le utilizziamo, perché quel giocatore rappresenta la storia.

Quanto le è costato salvare la Lazio, e che situazione ha trovato?
Guardi, quando sono entrato nella Lazio la società aveva 84 milioni di ricavi, 86,5 milioni di perdite, 550 milioni di debiti. Personalmente ho investito 75 milioni.

Dalla lettura dei bilanci mi risultano altre cifre, che portano il totale a 29.124.675 euro
Queste sono cifre di Stefano Greco [un giornalista che da anni fa le pulci agli affari del presidente Lotito, Ndr], una persona che non sa neanche di che parla. Consideri che siamo entrati con 25 milioni solo per il 21% delle azioni. (.....)

Deve riconoscere che la tifoseria ha avuto un ruolo importante in quel momento. Lo stesso Berlusconi dichiarò in TV da Bruno Vespa che la decisione era arrivata per motivi di ordine pubblico

Riconosco un sostegno da parte della tifoseria, passionale e autentico, visto ciò che il salvataggio significava. Il tifoso laziale si mobilita sempre quando c’è qualcosa di irreparabile. Quando accadono le cose positive sparisce. Le faccio l’esempio della vittoria in Coppa Italia contro la AS Roma che rimarrà nella storia, c’è stato il crollo degli abbonamenti e si è incassato meno di merchandising.

In realtà è da anni che le cose vanno peggiorando. Come pensa di uscire da questa situazione di conflitto con la tifoseria?
Io ho fatto un processo di risanamento, e adesso sto facendo un processo di rilancio. Io sono il proprietario della SS Lazio, ma sono anche il custode dei valori che rappresenta la Lazio, che devono essere salvaguardati, preservati e tramandati, e quindi ho il dovere e il piacere di rendere felice la gente. In questo momento ciò non accade, e me ne dolgo. Spero che con il lavoro alla fine si giunga ad avere riconoscenza. (...)

Anche L’Espresso, oltre ai tifosi, ha avanzato qualche perplessità sui rapporti con parti correlate, come ad esempio per quel milione e mezzo annuo destinato ogni anno alla Salernitana.

Lei sta sbagliando. La sua è una filosofia completamente errata. In Lega stiamo cercando di creare le doppie squadre, anzi, le doppie società. Non c’è alcun finanziamento, ma è la cifra pagata dalla Lazio Marketing per la gestione della pubblicità e delle sponsorizzazioni della Salernitana. In pratica ha un incarico simile a quello di Infront per la Serie A. Di conseguenza, quando si parla degli esborsi, bisognerebbe poi parlare anche dei ricavi [su cui però non fornisce cifre, Ndr]. E poi, ma che sono soldi loro [dei tifosi]? Che cavolo frega loro di tutta questa roba? Che titolo hanno per parlarne?

No presidente, qui è Lei che sbaglia. La colletta la fecero i tifosi della AS Roma al teatro Sistina il 31 dicembre 1964, per consentire ai giallorossi di andare in trasferta a Vicenza

Alla Lazio ci sono stati comunque benefattori, come il Marchese Gerini [costruttore playboy in voga negli anni '50 e '60] o vari professionisti [come il nonno dello scrivente, Ndr] che più volte sono intervenuti per salvare la situazione. Oggi invece c’è una cultura societaria, e la gestione, ricordo, è un problema che riguarda me, non deve riguardare i tifosi. I tifosi non sanno nemmeno di che cosa parlano, perché il 90% delle cose nel sistema del calcio le ho create io, inventate io.

Che ne pensa del Financial Fair Play voluto dall’UEFA?
Il FFP è concettualmente giusto, ma deve essere applicato. Lei consideri che ho in testa uno sport che si ispira ad uno come Abebe Bikila, il maratoneta che vinse a piedi scalzi contro l’opulenza degli americani [alle Olimpiadi di Roma del 1960, Ndr]. Che vuol dire? Che nello sport deve prevalere il merito, lo spirito di sacrificio. L’applicazione del Fair Play Finanziario mette nella condizione i bravi e quelli che hanno le possibilità di competere alla pari. Ma nel momento in cui si alterano questi equilibri, come accaduto con alcune squadre, la censura sarebbe dovuta intervenire con provvedimenti diversi. Ad esempio Juve, Inter e Roma stanno tutte fuori se facciamo i conti. Mi auguro che questo [il mancato intervento, Ndr] sia soltanto un elemento transeunte legato ad un assestamento del sistema. C’è però da dire che la differenza di fatturato con squadre quali Barcellona e Real Madrid si è venuta a creare perché noi non siamo stati bravi ad adeguarci al cambiamento, a darci normative che consentissero una crescita dei club in termini di ricavi.

Fa riferimento alla normativa sugli stadi?
La legge per la quale ci siamo battuti non è quella attuale, che è per l’impiantistica di base, e che non ha l’elemento propulsore, cioè la perequazione urbanistica. Come è pensabile che un investimento di 100 milioni possa essere compatibile dal punto di vista finanziario se non ci vengono dati i mezzi? Si pensi che in altri paesi gli stadi sono stati finanziati. Qui non si chiedeva alcun finanziamento, ma di dare la possibilità al club – e non al suo proprietario – di poter portare avanti un processo di realizzazione di un impianto polifunzionale aperto h24, 365 giorni all’anno. I nostri governanti quindi si dovrebbero porre la domanda: perché impedire ad una società di calcio, che oltre alla finalità di profitto dovrebbe avere una finalità di promozione sociale e culturale.

Secondo Lei la AS Roma riuscirà a fare lo stadio alle attuali condizioni normative?
Non entro nel merito. Sto aspettando con molta attenzione gli accadimenti. Perché qualcuno in passato ha speculato dicendo che la Lazio voleva costruire lo stadio in una zona a vincolo idrogeologico. Nel caso della AS Roma mi pare che si vada a costruire a ridosso di una sponda del Tevere e a 50 metri dal depuratore di Roma Ovest. Inoltre c’è un problema di viabilità che è sotto gli occhi di tutti. Non entro nel merito, come detto. Aspetto fiducioso. Anche perché non si potranno usare due pesi e due misure. (...)

L’immagine della nostra Serie A e della sua guida non è affatto buona, e non si è percepita una crescita.

Lei ha informazioni sbagliate. Beretta ha avviato un processo di crescita e cambiamento. Ma questo è un paese che è stato gestito da prenditori, e non da imprenditori, da magnager e non da manager. Di conseguenza certe valutazioni negative vengono fatte da persone che hanno una visione “consuetudinaria”, consuetudo magna vis est. Le faccio degli esempi di ciò che abbiamo fatto: la divisione delle leghe di A e di B; abbiamo applicato la legge Melandri aumentando le entrate derivanti dai diritti televisivi; abbiamo condotto un processo di ammodernamento normativo, basti pensare che oggi un calciatore può essere pagato in 5 anni , può essere preso in prestito per due anni, può essere prestato con riscatto obbligatorio. Tutte scelte ratificate dalla FIGC, ma arrivate tutte dalla Lega Serie A sotto la gestione di Maurizio Beretta, che poi si avvalso di tutta una serie di persone tra cui, immeritatamente, Claudio Lotito. Ricordo la gag della telefonata che faceva “Dimmi Claudio…”: era tutto strumentale perché il presidente Beretta non ha mai chinato la testa. Questo è il vero problema che porta lui ad essere considerato un corpo estraneo al sistema. È una persona di grande valore. E tante persone che passano come all’avanguardia, in realtà non hanno fatto nulla.

Come sono i suoi rapporti con il presidente del CONI Giovanni Malagò, noto tifoso della AS Roma, che evitò addirittura di farsi le foto con la Lazio vincitrice della Coppa Italia 2013? Malagò era intervenuto su Abete in relazione alla Sua decadenza dal Consiglio Federale. (.....)

a cura di F. SPICCIARIELLO

Fonte: GUERIN SPORTIVO - MARANI

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