Rassegna Stampa

Lotta tra favorite a San Siro: una partita mostruosa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-10-2015 - Ore 07:03

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Lotta tra favorite a San Siro: una partita mostruosa

GAZZETTA DELLO SPORT - VERNAZZA - Scudetto o scherzetto? Nella notte di Halloween, la festa pagana che piace tanto ai bambini popolata com’è di streghe, zucche e vampiri, a San Siro si incrociano la Roma capolista e l’Inter, una delle tre seconde che inseguono. La parte del gufo la interpreta Maurizio Sarri: appollaiato su un ramo, l’allenatore del Napoli tiferà per un pareggio, così – se domani batterà il Genoa – rosicchierà due punti agli uni e agli altri. Campo centrale San Siro, divertiamoci con gli abbinamenti in stile Halloween, per una notte da paura. 
IL COPIONE DELLA FESTA - Che partita sarà? Si affrontano la miglior difesa, quella dell’Inter, appena 7 gol subiti, e il miglior attacco, quello della Roma, 25 reti segnate. Anche Fiorentina-Roma di sei giorni era stata presentata così, perché fino a domenica la porta meno battuta ce l’avevano i viola, e sappiamo tutti come è finita, con la Fiorentina devastata dalle ripartenze romaniste. Roberto Mancini ha fiutato l’aria: «Se alla Roma concedi tanto campo, ti mette in difficoltà». Viene difficile però immaginarsi un’Inter attendista, la prudenza non sembra valore primario del calcio manciniano. Decisivi saranno gli equilibri, o gli squilibri, sulle fasce. Se Mancini pensa che bastino gli uno contro uno, di base Santon-Gervinho e Juan Jesus-Salah, per arginare la velocità delle due frecce giallorosse, l’Inter rischia il naufragio. Tanto più che Salah e Gervinho vanno e vengono: coperti alle spalle da Florenzi e Digne, ricambiano il supporto dei terzini con frequenti rientri difensivi. Garcia, a Firenze, non si è vergognato di allineare spesso una difesa a sei. Sui corridoi esterni Mancini dovrà inventarsi qualcosa e a Perisic trequartista, nell’economia di un 4-3-1-2, crediamo fino a un certo punto. Non ci stupiremmo se il croato, almeno in non possesso, scivolasse in fascia per un più accorto 4-4-2. L’Inter, di contro, può fare male alla Roma per vie centrali, con Jovetic dietro Icardi e non a fianco di Maurito. Sulla trequarti JoJo può scompaginare, anche perché lì troverà De Rossi, svelto di pensiero, ma non più di passo. De Rossi e poco oltre, al centro della difesa, Rudiger, anello debole del quartetto difensivo giallorosso: è su quest’asse che l’Inter può accedere alla porta di Szczesny. 
IL RAGNO E IL VAMPIRO - Felipe Melo squalificato: se avesse giocato, il ruolo del teschio non gliel’avrebbe levato nessuno. Chi tocca Melo muore (si scherza). All’Inter è rimasto un solo cattivone patentato, Gary Medel, detto Pitbull, ma stasera il cileno si travestirà da ragno. Nella sua tela, lo dicono i numeri, finiscono palloni e avversari. Col suo passetto rapido, il ragno Medel scala muri, presidia angoli e punge avversari. Dall’altra parte, con analoghe mansioni, si dannerà un centrocampista di pari valore, Radja Nainggolan, il vampiro fatto giocatore. Medel e Nainggolan rappresentano i veri mostri di Inter-Roma: per la durezza dei contrasti, per facce e atteggiamenti da duri. Uno snodo cruciale, all’ultimo tackle. 
LA STREGA E LA ZUCCA - Stevan Jovetic e Miralem Pjanic, i geni venuti dall’Est. Ad Halloween le streghe mescolano nei calderoni le loro pozioni magiche e poi volano sui manici di scopa. Più o meno Jovetic in campo fa lo stesso. Incanta il difensore con una finta e lo pianta in asso. Jovetic la strega compie magie, come dimostrano le 23 occasioni da lui create, 1.71 in media a partita, quasi il doppio del creativo standard (0.89). Come ogni strega che si rispetti è dominato dall’egoismo, Icardi ne sa qualcosa, ma chissà che stasera Jovetic non consegni un dolcetto al suo centravanti. Ad Halloween le zucche intagliate hanno la funzione di illuminare la scena, in campo nessuno dà luce al gioco come Pjanic. Il ragazzo ha tanto sale in zucca. Capeggia la classifica degli assist – 5 in 9 partite, nessuno come lui – ed è nella top ten di altre graduatorie specifiche: occasioni create (22), tiri totali (22), tiri nello specchio (14), passaggi (640). Pjanic il genio della lampada, anzi della zucca. Jovetic contro Pjanic: chi vince qui vince la partita. 
IL FANTASMA E IL PIPISTRELLO - «Il fantasma di se stesso»: un’espressione tipica delle pagelle calcistiche, quante volte l’abbiamo letta e scritta. Mauro Icardi, in questa prima parte del campionato, è stato il fantasma di sé. Ha segnato appena tre gol, lui che era stato capocannoniere dello scorso torneo assieme a Luca Toni. Jovetic la strega gli ha fatto un incantesimo. Gli spettri però fanno paura per definizione e il fantasmatico Icardi può ridiventare un incubo per chiunque. Il pipistrello se ne sta appeso a testa in giù, nel buio di una grotta o di un soffitto, e all’improvviso - dal nulla - vola e terrorizza. Più o meno quello che fa Gervinho. Riguardate il suo gol di Firenze: sul calcio d’angolo a favore della Fiorentina, «Gervy» sta agganciato alla linea di centrocampo e non appena Florenzi rilancia, lui sbatte le ali e nessuno lo piglia più. La corsa è il suo pane, i dribbling nello spazio la sua cifra tecnica: gliene sono riusciti 19 in 8 presenze, 2.38 di media a gara, a fronte di 0.7 come media nel ruolo. Il fantasma e il pipistrello spariglieranno equilibri, ma l’uno dipenderà dalla strega Jovetic e l’altro dalla zucca Pjanic. 
I LUNATICI E IL GIGANTE - Uno dei simboli di Halloween è la luna. Stanotte ci sarà la luna quasi piena e sul prato si muoveranno diversi giocatori «lunatici»: Guarin e Perisic da una parte, Salah dall’altra. Se uno o più di loro sarà di luna buona.... Teniamo per ultima la variabile Dzeko, classica figura di gigante addormentato. Se il bosniaco si svegliasse stasera, l’Inter vedrebbe le streghe e i lupi (mannari). 

Fonte: Gazzetta Dello Sport - Vernazza

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