Rassegna Stampa

Luciano dixit «Pallotta e Totti devono parlarsi»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-03-2016 - Ore 08:42

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Luciano dixit «Pallotta e Totti devono parlarsi»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Dicono che una delle nuove frontiere del calcio sia l’India, un posto dove i monsoni imperversano ciclicamente. Un po’ come a Trigoria, dove di questi tempi torna ciclicamente d’attualità la querelle Totti-Pallotta. Un vento caldo che rischia di influenzare spesso il clima intorno alla Roma, almeno finché non si troverà — in un senso o nell’altro — una soluzione. Così, ieri anche Spalletti ci è tornato su: «Il metodo giusto non è andare ad inseguire ancora opinioni, ma che Pallotta e Totti si incontrino, si parlino senza interferenze e prendano una decisione. Che poi li renda felici entrambi». Il problema, però, è che quell’incontro c’è già stato, anche se ridotto nei tempi e nei modi. Ma di fumate (bianche o nere che siano) neanche l’ombra.

QUANTI DUBBI Così intorno alla Roma (che stasera giocherà con una maglia con il logo sulla manica Sky-Wwf per l’Earth Hour) continua ad aleggiare il fantasma di una polemica latente. Spalletti lo ha capito («Questa è l’ultima volta che ne parlo») ed allora prova ad andare avanti, mirando dritto al cuore del problema. E cioè all’Inter. «È lecito che loro puntino a recuperarci, ma noi non possiamo permetterci di non arrivare almeno terzi — continua il tecnico giallorosso — Per noi questa è una partita fondamentale, dobbiamo difendere la nostra posizione e provare a guardare anche più su». Che poi altro non è che il Napoli, considerando anche che la Roma ha il jolly casalingo dello scontro diretto in casa. Prima, però, c’è la partita di stasera, dove Spalletti arriva con il carico pieno (leggi organico) e mille dubbi. Dzeko dentro o no? Spazio a Keita o De Rossi? Meglio rilanciare Rüdiger o confermare Zukanovic? «Questa volta ci prendiamo tutto il tempo per le scelte definitive», commenta lui. Impressioni? Sono tre ballottaggi al limite (se Dzeko va fuori, dentro El Shaarawy), con il rischio di virare in corsa per il 4-2-3-1. Di certo, lasciare fuori il bosniaco sarebbe psicologicamente una brutta botta. Come dire, quando una gara è decisiva (andata con il Real, Fiorentina e ora Inter) lo spazio per te si riduce...

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE

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