Rassegna Stampa

Lucio, porte aperte allo stadium dei sogni

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-01-2016 - Ore 07:01

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Lucio, porte aperte allo stadium dei sogni

MESSAGGERO - ANGELONI - Che brutto ricordo la Juventus per Luciano Spalletti. Che brutto ricordo quella conferenza stampa (quella della mano sbattuta sul tavolo, quella del tacco, la punta e del si prendan gol...) dopo la sconfitta all’Olimpico contro i bianconeri. Era il 30 agosto del 2009, faceva un caldo mortificante. La Juve di Ciro Ferrara e Diego (sì, Ciro Ferrara e Diego) passava sopra le macerie della (fu) bella e, altrettanto mortificata, Roma spallettiana, che ormai era giunta a fine percorso. Uno a tre e poi le dimissioni. Spalletti lascia la panchina della Roma senza mai aver sconfitto i bianconeri in campionato, togliendosi solo la soddisfazione di averli eliminati ai quarti di finale di Coppa Italia (stagione 2005/2006, primo anno di Spalletti a Roma) con successo a Torino 2-3 (dopo esser stati avanti di tre reti) e sconfitta in casa per 0-1. L’unica perla. Contro la Juve poi, solo sconfitte, 5, e pareggi, 2. L’esordio è stato col botto, non era ancora la Roma delle 11 vittorie: la formazione all’epoca allenata da Capello è venuta a passeggiare all’Olimpico, vincendo 4-1. Il ritorno, 1-1 con rete di Kharja. L’anno dopo, nessuna sconfitta, perché la Juve era in B per il Processo Calciopoli. Ma riecco ricominciare, la stagione successiva, il trend negativo: due partite, un pari all’Olimpico, 2-2, e una sconfitta a Torino, 1-0. In occasione del pari, la Roma ha prodotto un calcio spettacolare, forse una delle migliori partite dell’èra Spalletti, ma sono bastate due disattenzioni nel finale per regalare alla Juve (all’epoca allenata da Ranieri) la rimonta e quindi il pareggio. Il terzo anno arrivano altre due sconfitte, 2-0 e 1-4, il ritorno all’Olimpico si ricorderà per la pochezza di organico che era rimasto in mano a Spalletti tra infortuni e squalifiche: era la giornata dell’esordio di Felipe e della rete di Loria, che aveva giocato pochissimo fino a quel momento. L’ultimo atto è noto a tutti, seconda giornata di campionato e addio di Lucio dopo la sconfitta in casa per 3-1. 
SEI ANNI E MEZZO DOPO Spalletti con la Juve non ha avuto soddisfazioni nemmeno prima della Roma: tra Udinese, Empoli, Venezia e Sampdoria ha rimediato 10 sconfitte e due pareggi. La Roma torna a Torino, Spalletti per la prima volta assaggerà il sapore dello Stadium, perché all’epoca si giocava o al Delle Alpi o all’Olimpico (in attesa che il nuovo impianto venisse costruito). Lucio può consolarsi con il fatto che la Roma, nel nuovo stadio bianconero, non ha mai vinto nemmeno prima di lui, anzi: solo sconfitte. Con Luis Enrique, con Zeman e con Garcia (due volte). L’unico ad aver espugnato il campo della Juventus (non lo Stadium, ma l’Olimpico) è stato Ranieri, che lo aveva sostituito sulla panchina della Roma. Vincere a Torino, a parte rare eccezioni, non è semplice e non lo sarà a maggior ragione nemmeno per questa Roma che Lucio sta tentando di rinvigorire. Con qualche audace e ambizioso esperimento, vedi difesa a tre. Domenica sera probabilmente vedremo proprio i tre centrali davanti a Szczesny. La Roma, nella storia recente, è ricorsa raramente a questo sistema di gioco, che invece Spalletti lo conosce bene pur non avendolo mai adottato nella Roma (ha cominciato domenica contro il Verona). Il tratto identificativo della sua Udinese era proprio il 3-5-2, con cui ha ottenuto la qualificazione in Champions League (oltre ai due piazzamenti in coppa Uefa). Il modulo spallettiano vedeva Di Natale e Iaquinta di punta e un centrocampo a 5 con due fluidificanti, un regista (Pizarro), un incontrista (Pazienza) e un mediano incursore (Mauri).
ESERCITAZIONI A TRIGORIA Nell’ultima doppia seduta - 4 ore al lavoro - provati due generi di terzetti difensivi. 1) Con Torosidis, Manolas e Ruediger. 2) Con Manolas, De Rossi e Ruediger. Nel primo caso, in pratica, siamo al genere visto con il Verona, un terzetto pronto a diventare quartetto con la presenza del terzino Torosidis. Nel secondo caso, si prevede un centrale pensatore come Daniele. Gli esterni sono Florenzi e Digne. Se De Rossi farà il difensore, davanti alla difesa dovrebbe esserci Vainqueur insieme con Pjanic basso e Nainggolan più alto. Dzeko e Salah avanti.

Fonte: MESSAGGERO - ANGELONI

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