Rassegna Stampa

Lui e gli ultrà: lettera aperta al presidente James Pallotta

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-05-2014 - Ore 08:19

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Lui e gli ultrà: lettera aperta al presidente James Pallotta

Gentile presidente Pallotta, le scriviamo perché finalmente un presidente di un grande club italiano – pur non essendo toccato in maniera diretta – si è dissociato in modo palese dalla frangia più violenta del mondo ultrà. «I tifosi dovrebbero sostenere la squadra piuttosto che altri interessi», lei ha scritto. 

Ha ragione. E lo sanno tutti (anche all’interno della sua Roma), ma quasi nessuno in Italia ha il coraggio di dirlo apertamente. Per questo il messaggio che vogliamo inviarle in fondo è uno solo: non si arrenda. Sappiamo come gli eventi di domenica, come tanti altri, l’abbiano amareggiata per il connubio d’immagine che si è ormai creato tra la Roma, la violenza e addirittura il razzismo. Ebbene, visto che ogni messaggio vive di simboli, le proponiamo 4 gesti forti (tre pubblici e uno privato) da contrapporre all’armamentario ideologico della sua controparte (dai fasci littori al supporto a un presunto pistolero).

Il primo: dinanzi a nuove squalifiche di settori dello stadio non presenti più appello, accetti le sentenze e non giustifichi mai chiunque le provochi.

Il secondo ce lo suggeriscono fonti del Viminale: la Roma cominci a fare azione di rivalsa «per danni d’immagine» contro qualunque tifoso compia azioni illegali: dalle violenze ai semplici danneggiamenti. Il gesto servirà ovviamente non per fare cassa, ma per una cosa ben più importante: far capire che il vento è cambiato e non si accettano più tra i propri supporter chi non rispetta le leggi.

Terzo punto: ritiri d’autorità le «card» a tutti coloro che – come sopra – non si comportano secondo i regolamenti, affrontando anche i bizantinismi legali di coloro che invece la legge usano aggirarla.

Ultimo punto: col ritorno in Europa , ci sono voci che vogliono gruppi ultrà pronti a riattivare il business delle trasferte grazie ad aiuti nell’acquisto dei biglietti. Se così fosse, stoppi subito questa manovra, perché sarebbe davvero la sua (e la nostra) sconfitta ideologica. Si ricordi, infatti, che il fenomeno che lei è chiamato a fronteggiare riguarda una frangia non superiore alle 3-400 unità.

Se avrà la volontà e il coraggio di affrontarli, nel breve periodo forse soffrirà di qualche ritorsione eclatante, ma alla distanza avrà trasformato la Roma in un club davvero internazionale. L’unica premessa, non lo dimentichi, perché lei possa fare affari e noi cittadini provare a vivere in un mondo finalmente normale.

Fonte: GASPORT (M. CECCHINI)

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