Rassegna Stampa

Ma Dzeko non doveva segnare i gol decisivi? Madrid preferisce Totti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-03-2016 - Ore 08:06

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Ma Dzeko non doveva segnare i gol decisivi? Madrid preferisce Totti

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Tutta la differenza tra passato e presente, in fondo, lo fanno due fotografie. Clic. La prima istantanea è del 14’ del primo tempo. Il piano di Spalletti è ad un passo dal materializzarsi: cross di Salah, velo di El Shaarawy ed Edin Dzeko si ritrova sul piede la palla del vantaggio, quella che potrebbe squassare emotivamente il Real Madrid. È l’uomo giusto, quello atteso da tanti anni, accolto all’aeroporto di Fiumicino da una legione giallorossa che sogna. Il tiro del centravanti però non centra neppure lo specchio della porta. Deludente come tutta la sua stagione finora. Ci saranno poi un paio di altri sciupii clamorosi, ma l’eliminazione della Roma nasce qui, da uno Dzeko atteso come Godot ma perduto chissà dove. Secondo clic. Al 29’ della ripresa tutto il Santiago Bernabeu scoppia nell’applauso più fragoroso della serata. I gol sono stati già consumati, la qualificazione è già blindata, ma sta succedendo qualcos’altro: entra in campo Francesco Totti. La sensazione è quella dello stadio dei miti che riconosca un figliol prodigo che non volle percorrere la strada che lo portava alla casa del padre, la Casa Blanca. Gli applausi dei madridisti sono di chi non dimentica. Non dimentica le bellezze mostrare altrove ma neppure i crucci, visto che il capitano della Roma qui segnò due reti. «Gli applausi mi hanno emozionato. Emozione indescrivibile. Ricordi bellissimi significa che al calcio hai dato tanto in questo stadio strepitoso. Sono campi particolari e tifoserie speciali. Sono mancate un po’ di cose stasera, mi godo questo momento e poi vediamo. L’ultima volta al Bernabeu. Poteva essere il mio stadio. Il Real è l’unico mio rimpianto». Il pensiero di tutti i giallorossi è stato uno: se ci fosse stato lui al posto di Dzeko, la storia poteva prendere un altro corso. 

PALLOTTA APPLAUDE E allora sia maledetta quella forbice di anni che separa il capitano degli anni d’oro allo Dzeko malinconico di questo presente. Non è un caso, in fondo, che quella che poteva essere la coppia sognata in estate dai tifosi, alla fine si ritroverà già domenica a consumare la mesta attualità di tandem da panchina. E allora consola poco che il tridente d’attacco del Real sia costato 276 milioni che, al confronto, fa sembrare spicci le spese giallorosse. C’era stata l’occasione per fare di più e non il «crac» estivo, Dzeko, ancora una volta è mancato. E se il presente ringhia, a consolarsi con la storia prova anche il presidente Pallotta. «Venire al Bernabeu è stato fantastico. Peccato per la prima partita in cui si poteva ottenere un risultato diverso, ma abbiamo visto che possiamo giocare anche contro il Real. Totti? Ogni volta che entra in uno stadio fa sì che ci sia una “standing ovation”, a dimostrazione della sua capacità di emozionare». Tutto vero. Ancora oggi non sappiamo se il presidente cederà alla richiesta del capitano di giocare ancora un altro anno. Una cosa è certa: il Bernabeu ha votato sì. Basterà per prolungare la favola». 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI

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