Rassegna Stampa

Ma vietare le trasferte risolverà i problemi?

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-06-2014 - Ore 18:50

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Ma vietare le trasferte risolverà i problemi?

Timore di vendette e ritorsioni nei confronti dei tifosi della Roma: come abbiamo anticipato ieri, il governo e il Viminale hanno intenzione di vietare per la prossima stagione calcistica le trasferte non solo ai tifosi giallorossi ma anche a quelli del Napoli, che per motivi logistici, andando verso Nord, sarebbero costretti a passare con le auto, i pullmann e il treno dalle parti di Roma.
Negli ultimi anni, ormai, ben pochi tifosi andavano in trasferta, scoraggiati soprattutto dalla tessera del tifoso e dal timore di incidenti. Ora la tragedia di Ciro (forse domani Malagò va al funerale): fra romanisti e napoletani c'era già un forte astio testimoniato dai cori e anche dal fatto che molti club di ultrà giallorossi avevano da tempo già rinunciato alla trasferta al San Paolo. Per paura, appunto, di agguati. Ora, la situazione rischia di farsi ancora più seria e pericolosa. In una certa mentalità (sbagliata), va infatti punito lo "sgarro" per quello che è successo a Tor di Quinto: per questo non solo gli ultrà del Napoli potrebbero avercela coi romanisti ma anche quelli di altre squadre. C'è il timore di un'alleanza trasversale. Pericolosissima. In occasione della gara con la Juve, all'Olimpico, in curva Nord e curva Sud, erano apparsi tre striscioni: "Daje Daniè", "Forza Daniele" (il presunto sparatore di Tor di Quinto) e "Napoltano infame". Per questo il giudice sportivo, Gianpaolo Tosel, avendo ravvisato che questi tre striscioni sono "inequivocabilmente oltraggiosi e incitanti alla violenza" avevano punito la Roma con 50.000 euro di ammenda. Che, sommata alle altre multe, aveva superato quota 500.000. C'era, quel giorno all'Olimpico, una parte della tifoseria (non so se piccola o grande) che aveva preso una posizione chiara. E questo non aveva favorito, certo, a creare un clima sereno con i tifosi del Napoli. Ora, poi, la morte di Ciro fa scattare l'allarme non solo in vista dei funerali di domani a Scampia ma anche per la prossima stagione. E' allucinante morire per una partita di pallone. L'inchiesta della Digos va avanti (a rilento), ma si spera porti presto a qualche risultato: ha sparato De Santis? Chi c'era con lui, 4-5 tifosi giallorossi che stanno per essere arrestati? Vanno individuate, e punite, le responsabilità personali. Non si può accusare un'intera tifoseria. Ma in questi casi, purtroppo, si risponde con misure d'emergenza. Sempre così in Italia. Non si ha la forza di rimuovere prefetto e questore (vero, Alfano?) e allora che si fa? Si proibiscono le trasferte. Si decidono nuove misure di sicurezza, dimenticando che spesso ci sono carenze organizzative (vedi appunto finale di Coppa Italia) e ci sono Tar che annullano molti Daspo per "insufficiente motivazione". Ora l'Osservatorio del Viminale ha messo in piedi una banca dati proprio sui Daspo, per evitare questo problema. Ma che succederebbe se, come vogliono, i Daspo fossero aumentati e ci fossero misure anche in caso di comportamento di gruppo fuori dalle regole? La Task Force del Viminale, diretta dal prefetto Vincenzo Panico, aveva fatto un ottimo lavoro, tenendo in considerazione anche che negli stadi la stragrande maggioranza è composta da persone perbene (per questo agevolazioni alle famiglie, biglietti on line e last minute, eccetera). Ora, il dramma di Ciro rischia davvero di spingere una classe politica- che non è mai stata in grado di risolvere il problema violenza alla radice-a studiare, ed applicare, misure più dure. Il classico giro di vite. Non ci siamo. Ci vuole una rivisitazione totale del pianeta-calcio: senza criminalizzare, mettere al bando gli ultrà, tantomeno sciogliendo i loro gruppi. Ma mettendo all'angolo i veri colpevoli, i verti violenti. "Purtroppo da noi manca la certezza della pena", dice Carlo Tavecchio, fra i candidati al posto di Abete: ha forse torto? Ma intanto adesso vieteranno le trasferte e gli stadi saranno ancora più vuoti, e ancora più tristi. Siamo una Nazione sempre in emergenza.

Volata Figc: Tavecchio ha i numeri, Abodi risale, spunta Veltroni...
Facendo i conti, i numeri sono tutti con Carlo Tavecchio: il presidente della Lega Nazionale Dilettanti ha buone probabilità, almeno al momento, di diventare presidente della Figc l'11 agosto al posto di Giancarlo Abete. Vediamo: se Tavecchio fa l'accordo con la Lega di A (cui andrebbe una vicepresidenza destinata a Lotito) e con la Lega Pro (Macalli l'altro vice) può contare sul 68 per cento dei voti. Più che sufficienti per sbaragliare la concorrenza. Tavecchio spiega: "Faremo una riflessione fra le tre Leghe e se il legislatore (Giovanna Melandri, ndr) ci ha dato questa percentuale...". Albertini assicura che non è attaccato alle poltrone: lui è espressione del sindacato e, fanno notare nel mondo del calcio, "sarebbe come se la Camusso diventasse premier, impossibile". Poi l'Aic ha il 20 per cento, e l'Assoallenatori il 10. Troppo poco. E Andrea Abodi? Dovrebbe fare un accordo con Tavecchio e con la Lega di A: molto improbabile, al momento. Galliani e Lotito gli fecero la guerra quando Abodi tentò la scalata alla poltrona di Beretta. Ma il n.1 della Lega B è molto stimato da Juve, Inter, Roma e c.

Non solo: il sindacato calciatori (Tommasi) e l'assollenatori (Ulivieri) una volta "perso" Albertini potrebbe convergere proprio su Abodi. In corsa anche Luca Pancalli e Francesco Ghirelli. Non dimentichiamo che il presidente Figc prende solo 36.000 euro lordi all'anno: per questo certe ipotesi sono fantasiose. Malagò ha detto che vuole un "uomo nuovo, forte e chiaro". Possibile abbia in mente un esterno: ma dovrà farlo accettare, cosa non semplice. Un'ipotesi, che forse piacerebbe a Renzi e Malagò, è quella di Walter Veltroni: sì, proprio l'esponente Pd, tifoso juventino doc, esperto di calcio, giornalista. Classe '55. E', come dice Malagò, un nome nuovo, fofte e chiaro. Ma c'è da convincere Tavecchio, Lotito, Galliani, Ulivieri e c.

Sky: record di ascolto. Tanti giovani e tante donne
Peccato, il Mondiale in tv andava a gonfie vele: 19,2 milioni di spettatori complessivi, fra Rai e Sky, per la disfatta azzurra. La pay tv di Murdoch ha fatto il record sfiorando i tre milioni: evento in assoluto più visto su Sky. Un pubblico giovane ha seguito l'avventura degli azzurri: età media 42 anni, contro i 46 della serie A. Il 55% del pubblico dell'Italia sotto i 44 anni. E tante le donne: il 38% ha seguito Italia-Uruguay, percentuale maggiore rispetto alla serie A. Costa resta adesso? Ancora tante belle partite (1 al giorno sulla Rai, tutte su Sky che ha trasmesso sinora più di un terzo dei gol segnati) e restano le tante trasmissioni Rai. Purtroppo.


Colombia campione del mondo per il 10% degli scommettitori 
Poche speranze per il Cile contro il Brasile: l'80 degli scommettitori crede nel successo dei padroni di casa. Dopo l'addio azzurro, si stanno nuovamente orientando gli scommettitori su Bwin: pochissime le chances anche per il Messico contro l'Olanda. E l'Uruguay che ci ha eliminati? Solo il 30 per cento di speranze di farcela contro la Colombia. Come vincente mondiale, il 40 per cento del gioco cade su Brasile, Argentina e Germania. Per la Francia il 15% e la Colombia il 10%. Capocannoniere, Neymar 25%. Una curiosità che avevamo scritto l'altro giorno: in pochi credevano in Balotelli...

Quando la Federcalcio va contro la Federcalcio
Incredibile ma vero. Che la Figc sia nel caos è comprensibile ma al Tnas i legali della Figc hanno accettato il patteggiamento e così lo scontificio ha ridotto le squalifica a quattro calciatori (Kostadinov, Danti, Remedi e Hottor) e al medico sociale Rosati. Tutti erano stati squalificati per lo scandalo Nocerina, quel derby-farsa con la Salernitana. Ai calciatori quindi uno sconto di 4 mesi, al medico di due anni e mezzo. Il solito Tnas, si dirà. Vero (ma per fortuna dal 1 luglio scompare). La cosa incredibile stavolta è che ad accettare il patteggiamento sono stati i legali della Figc che hanno così sconfessato due sentenze di due organi della giustizia sportiva della Figc. Sì, proprio della Figc. Chissà che dicono al Coni?

Fonte: Repubblica.it

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