Rassegna Stampa

MAGICA

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-11-2013 - Ore 17:35

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MAGICA

Il mago Garcia conquista la decima vittoria consecutiva e passa a pieni voti un altro esame di laurea. Il match contro il Chievo veniva sottovalutato da molti, poiché il distacco tra le due squadre era abissale anche prima della gara. I clivensi sono scesi all’Olimpico con un unico obiettivo: non subire gol. Nel pre-partita hanno dovuto fare a meno di Thereau, infortunatosi nel riscaldamento e prontamente sostituito da Paloschi. Le 2 punte schierate da Sannino hanno sofferto di solitudine e hanno passato anche diversi minuti a cogliere le margherite, poiché non arrivava un pallone dalle loro parti neanche dai raccattapalle.

Il mister dei gialloblù ha ritirato fuori un catenaccio che non si vedeva dai tempi di Nereo Rocco: 8-9 giocatori davanti a Puggioni per difendere il fortino. In tante delle passate stagioni, i giallorossi si sarebbero fatti prendere dall’ansia di segnare e si sarebbero esposti al contropiede, stavolta anche il pubblico ha incitato la squadra in maniera continua e nessuno si è fatto prendere dalla voglia di far gol immediatamente. La Roma ha cercato di scardinare la retroguardia del Chievo allargando il gioco e mettendo dentro palloni, che spesso risaltavano inoffensivi per la difesa ben diretta da Dainelli, vecchia volpe della nostra serie A. Un altro modo per cercare di aggirare la solida fase difensiva degli uomini di Sannino era quella di tentare scambi stretti e veloci per dare superiorità numerica alla manovra e provare ad avvicinarsi il più possibile per andare al tiro ed impensierire Puggioni.

Nel primo tempo, a dire il vero, queste iniziative sono state ben controllate dal Chievo, che anzi ogni tanto improvvisava una sortita offensiva più per respirare e togliere un po’ di pressione accumulata dai difensori clivensi. Le scelte iniziali di Garcia di metter dentro Dodò e Marquinho concedendo un turno di riposo a Balzaretti e Florenzi non hanno dato i frutti sperati e proprio quando sono entrati i titolari, le cose sono andate decisamente meglio. Marquinho, nella prima frazione di gioco, ha provato alcuni tiri da fuori ma nessuno ha neanche sporcato i guanti di Puggioni. Per il resto, la sua gara non è stata memorabile ed anzi il cambio è sembrato inevitabile.

Il giovane terzino brasiliano, invece, ha mostrato di avere una buona corsa, dribbling e numeri interessanti, è sembrato più volenteroso e cattivo in fase di copertura ma ha ancora dei palesi limiti sia quando difende che quando attacca: nel primo caso pare distratto, nel secondo è impreciso nei cross ed eccede nei virtuosismi. La concretezza e l’essenzialità di Balzaretti unite al dinamismo ed alla voglia di lottare su ogni pallone di Florenzi hanno dato maggiore sicurezza alla difesa e più convinzione all’attacco. Il numero 24 giallorosso ha anche fornito l’assist vincente a Borriello grazie ad un pallone recuperato in area di rigore e servito splendidamente al centravanti partenopeo, che ha girato di testa in rete da vero bomber di razza.

Fino a quel momento, il lavoro di Borriello era stato molto oscuro ma poco incisivo sotto porta. La splendida notizia per i tifosi romanisti è che in una delle pochissime azioni in cui l’ex attaccante del Genoa è stato messo nelle condizioni di battere a rete, ha realizzato il gol vincente. Rispetto alle prime partite, in particolare quella di San Siro con l’Inter, i giallorossi sembrano un po’ in calo a livello fisico ma la voglia di vincere non li abbandona mai anche quando sembra impossibile. Lo spirito di squadra si vede ogni volta che c’è un giocatore giallorosso che subisce fallo, tutti i compagni sono pronti a difenderlo e sostenerlo. Una novità quasi assoluta rispetto agli anni passati.

Con il Napoli, l’Udinese ed il Chievo, l’assenza di Francesco Totti in primis ma anche di Gervinho, sono sembrate evidenti per la manovra offensiva di Rudi Garcia. Ljajic svaria sul fronte d’attacco ed i suoi duetti con Pjanic sono decisamente dei pezzi di alta scuola ma spesso non portano a grandi risultati. Il serbo ha certamente un grande talento ma dovrebbe essere più concreto; c’è stata un’occasione in cui ha superato almeno 3 giocatori del Chievo ed invece di tirare al limite dell’area, ha cercato di marcare anche il quarto per arrivare direttamente davanti al portiere.

L’alter ego di Ljajic è proprio Marco Borriello: il napoletano lotta su ogni pallone, segue alla lettera quanto gli chiede di fare Garcia ed aiuta moltissimo in fase di non possesso palla, purtroppo la tecnica non è la sua dote migliore. C’è da dire che se però viene servito come lui preferisce, è un attaccante che sa fare bei gol. Florenzi gli ha regalato un assist al bacio ma lui è stato altrettanto bravo ad indirizzare il pallone sul secondo palo, facendo una torsione della testa e pressato da un difensore del Chievo, che hanno fatto di questo colpo, un gol con coefficiente decisamente alto. Analizzando le note più positive di questo momento della Roma, al primo posto c’è la coppia Benatia-Castan, che migliora di partita in partita e sulla quale in molti all’inizio avevano dei dubbi sulla compatibilità; un altro elemento determinante è Morgan De Sanctis, che dà enorme sicurezza al reparto arretrato e che mantiene la porta inviolata da 681’, cioè 93’ meno di Pelizzoli, portiere recordman giallorosso, con 773’ consecutivi senza prendere gol. Da sottolineare il rendimento del centrocampo; De Rossi, Pjanic, Strootman e lo stesso Bradley, che quando entra in campo dà sempre il suo grande contributo. Capitan Futuro ed il bosniaco erano reduci entrambi da un’estate burrascosa dopo un paio di stagioni non ai loro livelli ed invece anche contro i clivensi, hanno dimostrato il loro valore.

Pjanic è sempre più il regista e l’organizzatore della manovra romanista e si vede che questo compito gli piace particolarmente e sente la fiducia di pubblico e tecnico. Bisogna dire che questa vittoria è stata davvero un esame di laurea, poiché ha portato la Roma ad avere 30 punti in classifica ma era proprio la classica “partita trappola” che i giallorossi hanno sempre fallito o non vinto. Mancano ancora 28 giornate di campionato, quindi dove può arrivare la Roma non lo sa nessuno ma di certo l’asticella dell’obiettivo iniziale è salita.

(Massimo De Caridi)

 

 

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