Rassegna Stampa

Magico Garcia, cuore di Roma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-10-2013 - Ore 07:21

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Magico Garcia, cuore di Roma

Il breve messaggio di Garcia, dopo la settima abbuffata giallorossa, è la sintesi perfetta del pianeta Roma, ormai scoperto anche da chi non voleva credere ai suoi occhi: «Questa è una squadra di uomini veri, capace di fare un partita completa, vinta con il cuore e con lo spirito collettivo». Non ci sarebbe altro da aggiungere se non quel piccolo pensiero stupendo del francese di Nemours: «E’ un successo così importante che può pesare alla fine…». Senza dire scudetto, è in fondo al campionato che si spinge lo sguardo di Rudi. Che, intanto, incassa il meglio dalla critica, in Italia e all’estero. Complimenti che già sono sentenze, con riferimento al gioco e all’atteggiamento, alla tattica e alla mentalità: equilibrio e compattezza, solidità e organizzazione, efficacia e qualità, personalità e linearità, spavalderia e concentrazione, esperienza e fisicità . Il gruppo, assemblato solo tre mesi fa, sembra affiatato come se i giocatori fossero insieme da anni.

+19

Tra i record a raffica brilla quello della differenza reti: 20 fatte, una sola subita
Garcia raccoglie numeri da favola che migliorano di gara in gara. Mai visti da queste parti. Dal quel + 19, straordinario attivo tra gol segnati, 20, e incassati, solo 1, cifre che per la verità non sono mai appartenute a nessuno dei nostri club. L’Inter del ’66-’67 prese un gol nelle prime 7 partite, ma si fermò a 18 realizzati. In Europa solo l’Olympiacos ha subìto una rete. Sono a punteggio pieno, come i giallorossi, in Spagna il Barcellona (differenza reti più 22) e l’Atletico Madrid, 8 match vinti di fila, in Belgio lo Standard Liegi, 9, e a Malta gli Hibernians con 7. La Roma non era mai arrivata a tanto e Rudi è il recordman. La Juve ha contato quattro volte fino a 7 all’inizio del torneo (due è andata oltre: Trapattoni arrivò a 8 e Capello a 9) e ha sempre conquistato il titolo, come il Milan che, in due annate, ha vinto le prime 7 e lo scudetto. Solo l’Inter, nei 7 precedenti, si piazzò seconda, sorpassata al fotofinish dalla Juve.

I SEGRETI E LE VIRTÙ

De Sanctis, imbattuto sei volte su sette e da 411 minuti, deve dire grazie ai compagni. «Sappiamo difendere di squadra» è il pregio che Garcia riconosce ai suoi giocatori. La grande risorsa, secondo il francese. Totti, il finto nueve, lo troviamo davanti all’area giallorossa. È superiorità anche in fase difensiva. Lì copre e rilancia. A San Siro solo Gervinho ha avuto la libertà di restare sulla linea di centrocampo. Per ribaltare subito l’azione. La mossa ha pagato. Perché la Roma non è solo pressing alto e possesso palla. Sa tenere stretti i reparti e giocare in contropiede. Il diverso comportamento, contro l’Inter, ha certificato un successo storico per i giallorossi: mai un punteggio così largo a Milano[...]
Tra i due tempi Garcia chiede ai giocatori di non considerare vinta la gara: «Non mollate». Il gruppo risponde battendo le mani al francese. Alla fine il coro negli spogliatoi che i nerazzurri non prendono bene: «La capolista se ne va».

4-3-3

Garcia sa diversificare modulo: il suo 4-3-3 può trasformarsi in 4-2-3-1 con Pjanic trequartista
Fondamentale il ruolo di De Rossi: è il terzo centrale difensivo, tra Benatia e Castan. Il lavoro di Florenzi, Gervinho, Pjanic e Strootman sui lati dà tranquillità a Torosidis, in crescita, e a Balzaretti. Non è prudenza, però: il miglior attacco è caratterizzato dalle cifre del tridente, con Florenzi bomber con 4 reti, Gervinho, Totti e Ljajic con 3 a testa per un totale di 13. I marcatori sono 9 (10 con Maicon)

LA RIVALUTAZIONE DEI SINGOLI

Da Balzaretti, tornato dopo un anno in nazionale, a De Rossi e Pjanic: Garcia fa lievitare il valore dei suo interpreti, in particolare chi aveva fatto cilecca nella stagione scorsa. E anche dei nuovi Strootman, Gervinho e Ljajic: la loro quotazione sul mercato è lievitata in sei settimane. E anche dai più esperti ha solo risposte positive: De Sanctis, Maicon, Taddei e ovviamente Totti. Ora tocca a Destro. Unico in ribasso, ma solo perché convalescente. La società, invece, già èpensa al prolungamento del contratto biennale di Rudi.

Fonte: Il Messaggero – U.Trani

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