Rassegna Stampa

Mai dire Maicon

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-01-2014 - Ore 09:11

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Mai dire Maicon

Maicon ha un contro aperto con la Juve, avversaria domani della Roma. Nell'ultimo match dell'ottobre 2011, segnò una rete a Buffon, i bianconeri di Conte reagirono trovando il gol vittoria con Marchisio, dopo quello iniziale di Vucinic. Maicon domani ritrova per la prima volta la Juventus dopo la fallimentare esperienza al Manchester City e ritrova pure Rizzoli, l’arbitro di quella sfida milanese dell’ottobre di tre anni fa. Non è un match normale se vesti la maglia dell'Inter e non lo è neanche se indossi quella giallorossa. Si presenta allo Juventus Stadium da autentico protagonista, dopo aver mandato a quel paese in pochi mesi tutti i superbi e i maligni che avevano accompagnato il suo arrivo a Roma con scetticismo esagerato. Come evidenzia Il Messaggero (M.Ferretti), la prospettiva di poter tornare nella Seleçao, e quindi di giocare nel prossimo giugno il mondiale nel suo Brasile, l’ha riportato ad essere un professionista esemplare e uno dei migliori esterni destri del campionato. Rudi Garcia non ha mai pensato a lui come a una riserva: l’ha sempre considerato un titolare, ha aspettato con pazienza che recuperasse uno straccio di condizione e poi l’ha messo in squadra, e non l’ha più tolto. Maicon l’ha ripagato con un partecipazione massiccia alla cavalcata da record delle dieci vittorie iniziali e, complessivamente, ha dato un contributo importante alla causa giallorossa. Mettendo al servizio della squadra le sue accelerazioni e la sua esperienza. È vero, talvolta ha commesso degli errori in fase difensiva ma è nella sua natura pensare più ad attaccare che a difendere, e questo a Garcia va benissimo. Il francese, del resto, ama giocare un calcio offensivo con i due esterni di difesa molto propositivi. Anche domani a Torino proporrà Maicon a destra e Dodò a sinistra. Maicon ha collezionato 14 presenze, sempre dal primo minuto. È stato costretto a saltare la partita contro il Chievo per squalifica dopo l’espulsione di Udine e poi è stato assente contro Bologna e Inter per infortunio. Al suo attivo la perla della rete d’apertura contro la Fiorentina e la partecipazione per nulla straordinaria all’autogol di Cacciatore contro il Verona. Dopo quattro titoli con l'Inter gli piacerebbe smettere con il tricolore a Roma e la coppa del Mondo in Brasile. Conquistare domani tre punti a Torino, portarsi a meno 2 dalla Juventus con un girone di ritorno ancora interamente da giocare sarebbe un passo determinante, e aiuterebbe a sognare.

Fonte: sportnews

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