Rassegna Stampa

Mai più così triste e solitario: Roma e Dzeko, ritrovatevi!

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-12-2015 - Ore 06:42

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Mai più così triste e solitario: Roma e Dzeko, ritrovatevi!

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - In fondo, la strada l’ha tracciata proprio lui: «Mai rinunciare a qualcosa a cui pensi ogni giorno», ha scritto Edin Dzeko sul suo profilo Twitter giovedì. Se volesse convincere se stesso, i compagni o i tifosi, non è dato sapere, ma intanto lui il suo messaggio l’ha lanciato. Dzeko non si tira indietro, non molla, nonostante in questi suoi primi 4 mesi romani siano arrivate più luci che ombre. La squadra è lontana parente di quella che, in estate, aveva immaginato e scelto, ma anche lui sembra essere lontano parente di quel giocatore che avrebbe dovuto far fare il salto di qualità al reparto e alla Roma tutta. Sul talento e sulla classe non si discute, ma la partita contro lo Spezia, con quel rigore tirato alle stelle e la sterilità offensiva messa in mostra per 120’, ha segnato uno spartiacque anche per lui: la maggior parte dei tifosi lo adora e lo sostiene — e quel recupero nella propria area al 93’ è rimasto impresso a tutti —, ma adesso il cambio di passo viene chiesto anche a lui. A gran voce. 
ATTENUANTI - Di alibi Dzeko ne ha, eccome: un infortunio al ginocchio contro il Carpi, una squadra incapace di produrre un calcio di livello, pochi palloni giocabili, tanta fase difensiva per dover dare una mano ai compagni e il naturale ambientamento in un paese e in un campionato diversi sono alcuni degli aspetti che hanno portato ai soli 3 gol del bosniaco fino a questo momento in Serie A. A questi si sommano i 2 in Champions, per un totale di 5 in 20 partite di cui 18 da titolare. Tradotto, Dzeko segna una rete ogni 4 partite. Pochissimo per un attaccante accolto a Fiumicino con tutti gli onori perché capace di contribuire — e tanto — alla vittoria di campionati da parte di squadre poco abituate a farlo, come Wolfsburg e Manchester City. 
TRISTE - Con la Roma sognava, e sogna ancora, di fare tris, dopo Bundesliga e Premier la Serie A, il campionato che vedeva da bambino e in cui sognava di giocare. Nel suo caso, vista l’infanzia che ha passato, niente di retorico. Adesso però, di quel sorriso che lo ha accompagnato quando è sbarcato a Roma, sono rimaste poche tracce: Dzeko aiuta i compagni, si dà da fare, ma gli errori sottoporta cominciano a pesare sul rendimento della squadra. 
CATTIVERIA - Non serve avere Higuain in squadra per sapere quanto il centravanti sia necessario in partite complicate, non serve avere troppa memoria per ricordare quel gol fallito contro il Bate Borisov, solo davanti al portiere, che avrebbe regalato a Garcia giorni più sereni. Alla Roma serve, però, il miglior Dzeko, quello che deve mettere da parte altruismo e generosità e tirare fuori cattiveria e personalità. A Trigoria ne hanno un disperato bisogno. 

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Zucchelli

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