Rassegna Stampa

Maicon, un caso internazionale. Il Brasile lo rimanda a casa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-09-2014 - Ore 08:17

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Maicon, un caso internazionale. Il Brasile lo rimanda a casa

Non si sono ancora placate, nella Capitale, le polemiche relative alla sua presenza nell’amichevole vinta dalla Seleçao contro la Colombia arrivata dopo che aveva saltato tutto il precampionato con la Roma, che una nuova bufera si è abbattuta su Maicon. L’esterno destro giallorosso, voluto fortemente dal c.t. Dunga per la prima del nuovo corso brasiliano, è stato espulso dal ritiro della Nazionale. 
A comunicarlo Gilmar Rinaldi, coordinatore delle nazionali brasiliane, in una breve conferenza stampa. «Lo ringrazio – le sue parole – per aver fatto parte della squadra, ma oggi è stato estromesso dalla lista dei convocati». Nessuna spiegazione sui motivi che hanno portato a questa decisione. «Vorrei ringraziarlo per i servizi prestati alla Seleçao. È stato un problema interno e non risponderò alle domande sull’argomento e mi piacerebbe che non facciate domande nemmeno ai giocatori. Fabinho del Monaco è in volo e aspettiamo di sapere a che ora arriverà». 

Nessun commento da Trigoria, dove i dirigenti giallorossi sono letteralmente caduti dalle nuvole e aspettano di conoscere la versione dei fatti del calciatore, che rientrerà alla base nelle prossime ore e si metterà di nuovo a disposizione di Rudi Garcia. Con quale stato d’animo, non è complicato intuirlo. 

Di umore diametralmente opposto è Salih Uçan. Il centrocampista turco, ha parlato dal ritiro della Nazionale dei suoi primi mesi a in giallorosso. «A Roma – le parole di Ucan a sporfc.com – ho sentito la fiducia fin dall’inizio. Non ho giocato frequentemente con il Fenerbahçe lo scorso anno, poi è arrivato Sabatini che mi voleva a tutti i costi: prima il presidente non voleva cedermi perché dovevamo diventare campioni di Turchia, a fine campionato però la Roma non si è tirata indietro, nemmeno dietro alla richiesta di 15 milioni». 
Un cambio di vita non da poco, per un ragazzo di 20 anni. «Roma è un nuovo inizio per me, una nuova lingua, una nuova città, una nuova vita. Mi sono sempre chiesto come fosse giocare all’estero, sono uno dei pochi calciatori a essersi trasferito in Europa in giovane età. Ero emozionato, pensavo al mio primo allenamento: ho visto i miei compagni di squadra, c’era Totti. Mi preoccupava l’incontro con lui, non sapevo come si sarebbe comportato: voglio osservarlo attentamente, lui è alla Roma da più di 20 anni. I nuovi compagni? Ho legato in particolare con Pjanic ed Emanuelson. Ci sono giocatori molto bravi nel mio ruolo, ma il mio obiettivo è di farmi riscattare già alla fine di questa stagione». 
Rudi Garcia ha detto che per migliorare ha bisogno di imparare l’italiano. «Ha ragione, per il momento ho imparato solo poche cose e c’è Emanuelson che traduce in inglese, ma credo di riuscirci in fretta. I tifosi? Sono molto legati alla squadra, mi sento in debito verso tutti quelli che stanno facendo di tutto per aiutarmi nell’ambientamento, e voglio ripagarli sul campo». 

Fonte: corsera (G. Piacentini)

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MAGGICA 08/09/2014 - Ore 08:35

questo si chiama POTERE AS ROMA

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