Rassegna Stampa

Malagò: "Per Roma 2024 ci sono tutte le condizioni"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-06-2016 - Ore 13:17

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Malagò:

LA STAMPA-ODDENINO «Per portare avanti il progetto olimpico servono tre istituzioni: la città di Roma, il Comitato olimpico e il governo. Queste condizioni ci sono già tutte e sono già state deliberate, ma se viene meno una di queste tre la candidatura lascia il tempo che trova e diventa debole rispetto ai requisiti del Cio». Giovanni Malagò usa tutta la diplomazia possibile per commentare il destino di Roma 2024 dopo la vittoria di Virginia Raggi alle comunali. Per la prima volta dopo l’elezione del sindaco del Movimento 5 Stelle, fortemente contrario all’Olimpiade, il presidente del Coni entra nella discussione. «Le condizioni ci sono già – aggiunge -, per cui eventualmente o al Coni, o al Governo o al Comune qualcuno deve dire che le vuole cambiare. Più chiaro di così, si muore…». 

 

In visita al nuovo centro medico della Juve («Che presto avrà il nostro patrocinio, i bianconeri sono avanti nel calcio italiano») e al cantiere del Filadelfia che ospiterà il Toro, Malagò prende spunto dall’esperienza di Torino 2006 per non vanificare il progetto olimpico di Roma. «Quei Giochi invernali hanno fatto bene alla città – dice il numero uno dello sport italiano – e la dimostrazione arriva dal torneo preolimpico di basket che verrà ospitato nei prossimi giorni: qui c’è un’eredità di impianti notevole. Poi tutto è migliorabile»

 

In attesa di un incontro diretto con la Raggi, dopo quello pre elettorale come con gli altri candidati, Malagò apre a ogni ipotesi e allo stesso tempo difende Roma 2024. «C’è piena disponibilità a riconoscere quelle che sono le priorità della città – dice -, ma al tempo stesso non ci devono essere prevenzioni e pregiudizi sulla candidatura. Il no netto dei 5 Stelle? Dovete chiederlo a loro, ma a me non sembra e riteniamo che non ci debba essere, perché è una procedura partita da tre anni. Il percorso è lanciato da tempo, non siamo noi quelli che dobbiamo fare ragionamenti diversi».  

Fonte: LA STAMPA - GIANLUCA ODDENINO

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