Rassegna Stampa

Malagò: “Renzi mi ha assicurato l’intera copertura”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-05-2016 - Ore 08:06

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Malagò: “Renzi mi ha assicurato l’intera copertura”

LA REPUBBLICA – OCCORSIO - Chiamiamolo il giorno della franchezza, o delle carte in tavola. Mentre la candidata del M5S Virginia Raggi si mostra disponibile al confronto, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, l’uomo che ha legato i suoi destini e le sue fortune anche politiche alle Olimpiadi, ammette che l’operazione non sarà indolore per il bilancio pubblico ma ci saranno quasi 2 miliardi di buco. Però nel contempo annuncia che «il presidente del Consiglio ha assicurato la copertura» e si impegna: «Per la prima volta saranno Giochi senza sforamenti del budget, almeno per la parte sportiva ».

Però la narrativa dei Giochi low-cost, dei conti in equilibrio, va rivista?

«Uno studio degli economisti di Tor Vergata coordinati da Beniamino Quintieri, che della facoltà è stato preside e ora coopera con noi per le sinergie con gli impianti che lì saranno realizzati, ha concluso che sul bilancio di circa 5,6 miliardi (metà per l’organizzazione e le strutture ad hoc, metà per le infrastrutture che poi restano alla città), circa 1,8 miliardi risultan scoperti. L’ho detto al premier e lui mi ha dato la sua parola che nelle leggi Finanziarie a partire dal 2017, quando speriamo che ci sia l’assegnazione, ogni anno 140 milioni saranno accantonati in un apposito fondo. Per coprire il residuo, mi stupirei se un Paese forte come l’Italia non potesse fare uno sforzo vista l’importanza dell’evento».

La Finanziaria 2017 si riferisce al 2018, anno di elezioni. E se cambia governo?

«Come lei sa le Finanziarie, anzi le leggi di Stabilità come si chiamano ora, sono da qualche anno pluriennali. E poi abbiamo tutto il tempo per dimostrare la validità dei Giochi per il tessuto economico della città».

Proprio questa è in discussione. Vale la pena, ammesso che i vostri conti siano verosimili, di gettare due miliardi per le Olimpiadi in una città in cui gli asili comunali chiudono e il traffico impazzisce?

«Le giro la domanda: il Cio ha imposto una serie di regole di sobrietà( Malagò ci mostra una chiavetta per computer, che sostituisce al costo di 30 centesimi le brochure patinate a colori che bisognava stampare). E le fasi preliminari si possono svolgere in città diverse. Il Cio ha aumentato il contributo diretto, da uno a 1,7 miliardi: è il caso di gettarli via? Per gli sponsor c’è già una serie di preaccordi che vale un miliardo. Roma ha un vantaggio: il 70% delle strutture esiste. Nel restante 30 entra lo stadio Flaminio, non credo che a nessuno dispiaccia che venga restaurato. Cogliamo il significato di rinascita della città, diamo un input di ottimismo e volontà a una generazione ».

Le maggiori controversie si incentrano su Tor Vergata. Cosa rispondete?

«Per il palasport “Vele” ho incontrato Catalatrava che rifarà il progetto facendoci risparmiare metà dei 400 milioni previsti. Il villaggio olimpico certo costa 800 milioni. Sono 15mila alloggi: 5000 li ha già prenotati l’università per farci il campus, 2000 servono all’ospedale per gli alloggi dei parenti dei ricoverati. Per gli altri le condizioni di immigrazione e incremento della popolazione bastano a motivare la conversione in edilizia popolare».

Come garantirete la regolarità degli appalti? E che non ci saranno sforamenti? Le esperienze degli altri Giochi sono negative.

«Ho assicurato a Cantone che tutte le carte saranno a sua disposizione. Adotteremo il codice di condotta della parte dell’Expo che ha funzionato bene. Lo studio economico prevede il 35% di sovraspese, ma si riferisce alle infrastrutture: per la parte sportivo-organizzativa contiamo sul cambio delle regole del Cio. State sicuri: niente sforamenti di budget».

Fonte: LA REPUBBLICA – OCCORSIO

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