Rassegna Stampa

Malagò: “Roma-Napoli, polemica dannosa”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-10-2013 - Ore 08:50

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Malagò: “Roma-Napoli, polemica dannosa”

 Splende il sole sulla Comunità di San Patrignano fondata da Vincenzo Muccioli e sulle passioni di Giovanni Malagò, relatore al convegno sulle dipendenze. Presidente, come le sembra l’avvio della serie A?
«L’inizio è stato divertente. Naturalmente non mancano le polemiche che sono il sale di questo sport. Peccato però che il calcio non riesca a evitare quelle inutili e pretestuose come la querelle sull’anticipo Roma-Napoli. Una misura voluta per ordine pubblico che è stata interpretata come esempio (negativo) della potenzialità organizzativa di Roma in previsione di un’eventuale Olimpiade. Abbiamo 7 anni di tempo per creare un’agenda ad hoc per i Giochi del 2024. Sono situazioni diverse tra loro».

 

 
Sorpreso della sua Roma?
«Sono per natura un ottimista ma non mi aspettavo questa partenza lanciata con numeri impressionanti per vittorie, gol segnati e subiti. Il traguardo Champions sarebbe già un bel risultato ma più avanti le prospettive potrebbero cambiare, l’importante è tenere i piedi per terra. Tutti mi parlano benissimo di Garcia, me lo descrivono capace di coniugare serietà e concretezza».

 

 
Ora tutti spingono sul ritorno di Totti in azzurro. Che dice?
«Conosco Francesco da 20 anni, lo stimo prima come persona e poi come calciatore. La sua professionalità va oltre le qualità che sono immense. Perciò mi auguro di vederlo in Brasile, di vincere scudetto, Pallone d’oro e di superare il record di gol di Piola perché se lo merita. Totti appartiene, con Maldini, Del Piero e Javier Zanetti, a una generazione diversa da tutte le altre: verso campioni come loro, tutti noi dobbiamo avere grande riconoscenza».

 

 
Un problema recente del calcio è la questione sulla discriminazione territoriale. Quale è il suo pensiero?
«Non sono un fautore della linea dura dell’Uefa nè di quella conciliante dei club. Sono per il buon senso e il rispetto delle leggi. Ma non possiamo fare una discriminazione tra le discriminazioni: l’insulto rivolto a un atleta di colore non è diverso da quello a un atleta bianco. Ci vuole uniformità».

Fonte: Corsport

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