Rassegna Stampa

Mangaratiba, gli azzurri si rifugiano nella natura

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-06-2014 - Ore 09:02

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Mangaratiba, gli azzurri si rifugiano nella natura

È tutto lontano o viene tenuto debitamente a distanza. L’Italia ha bisogno di tranquillità: via turisti e con loro le tentazioni. Da oggi per Balotelli, De Rossi e soci si fa sul serio. Gli azzurri si alleneranno blindati in questa specie di zona mista, tra acqua e foresta, montagne e sabbia, animali colorati e zanzare con un certo appetito.

ISOLAMENTO Mangaratiba o alla brasiliana Manguaratiba, è a un centinaio di chilometri da Rio, calcolando il traffico forsennato a un paio d’ore. Qui si fa (o meglio, si aggiusta) l’Italia di Prandelli. Al Portobello Resort & Safari, uno di quei villaggi vacanze dove gli animatori ti assillano col sorriso. Qui c’è il villaggio, non ci sono le vacanze e nemmeno i vancanzieri. Un ritiro faticoso tra l’oceano, la spiaggia e la foresta atlantica, una specie di zoo a cielo aperto. Zebre, pappagalli, antilopi, lama, dromedari, circa 500 specie animali, sparse lungo un’area di 2/300 chilometri alle spalle del resort della Nazionale, davanti al mare. Il posto giusto per refrigerare la testa, per ora un po’ confusa. La vista degli animali rilassa, anche se le loro presenze troppo ravvicinate possono innervosire: una scuderia ippica con una settantina di cavalli era a ridosso dei campi di allenamento, quindi è stata allontanata. Il Portobello sarà luogo esclusivo degli azzurri e delle loro famiglie. Prenotate tutte le 152 camere disponibili, chiuso al resto del mondo fino al 14 luglio. Ad accogliere la Nazionale uno staff che parla italiano o si fa capire. Tutto studiato nei minimi dettagli che, si dice sempre, fanno la differenza. Gli azzurri avranno tempo per rilassarsi con passeggiate in spiaggia, visite nella foresta, saune, massaggi e pennichelle in mezzo al comfort, ma non mancherà il tempo per farsi scendere la goccia di sudore, perché qui a Mangaratiba si è venuti soprattutto per lavorare, giusto? Ed ecco i campi da calcio, che sono due, messi a punto dalla società che ha curato anche la manutenzione di alcuni terreni di gioco sparsi per il Brasile Mundial. Eliminata ogni forma di stress: all’allenamento si va a piedi o con delle macchinine elettriche. Lo stress viene recuperato con gli spostamenti sterminati per le gare di Manaus, Recife e Natal, anche se la Nazionale non partirà da Rio (un dramma per raggiungerla) ma da Santa Cruz (aeroporto militare molto più vicino). Il fitness center verrà adeguato: le piscine per i bambini adattate alla crio, terapia a basse temperature. Mangaratiba è stato scelto anche per il clima, piuttosto mite. Lo sforzo verrà fatto a Manaus, quando la temperatura viaggerà sui 40 gradi e l’umidità organizzerà un bel rave per le zanzare dell’Amazzonia. Il viaggio, del resto, è appena cominciato.

Fonte: IL MESSAGGERO (A. ANGELONI)

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