Rassegna Stampa

Manolas, l’Ercole di Garcia: gli altri centrali

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-12-2015 - Ore 07:03

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Manolas, l’Ercole di Garcia: gli altri centrali

ZUCCHELLI - Norbert Gyomber, un giorno, potrà dire: «Io c’ero». Io c’ero quando Rudi Garcia ha concesso, dal 22 agosto al 2 dicembre, in pratica da Ferragosto a Natale, gli unici 20’ di riposo a Kostas Manolas. Fuori un centrale, dentro un altro, il 28 ottobre contro l’Udinese, dal 70’ al 90’: tolti quei minuti, Manolas ha giocato sempre. Campionato e coppa, pioggia e sole, con De Rossi, Rüdiger e Castan, in svantaggio e in vantaggio, nelle giornate più belle e in quelle peggiori. E nessuno come lui, ovviamente titolare, mai infortunato, mai in panchina per scelta tecnica, mai squalificato. «Che qualcuno ce lo conservi a lungo», dicevano qualche giorno fa i dirigenti a Trigoria, evidentemente preoccupati — loro come Garcia e la squadra — che il greco esca sempre ben coperto, con sciarpa, guanti e cappello, che anche un raffreddore in questo momento sarebbe deleterio. 
IMPRESCINDIBILE - I numeri certificano quello che era chiaro già dall’estate: il perno della difesa è questo ragazzo nato 24 anni fa nell’isola di Nasso, nelle Cicladi, dove secondo il mito fu abbandonata Arianna, che aveva aiutato Teseo ad uccidere il Minotauro. Manolas non ha abbandonato nessuno, tantomeno la Roma, visto che tolta la sostituzione con l’Udinese è sempre stato in campo. Bottino pieno, 19 partite su 19, un gol, due assist e pure un’autorete, tanto per non farsi mancare niente, un lavoro spesso doppio visto che i suoi compagni di reparto, chi per un motivo chi per l’altro, hanno sempre bisogno di aiuto. 
SFOGO Lui ha risposto presente, anche se con Garcia si è sfogato più di qualche volta: la fase difensiva della Roma non va, Manolas e compagni spesso vedono avversari spuntare da tutte le parti, per un difensore centrale, pure bravo come lui, diventa frustrante essere il leader di uno dei reparti più battuti d’Europa. Neanche a dire che se lo aspettava, visto che, quando la Roma lo ha preso per sostituire Benatia, Manolas era convinto di andare a giocare in una squadra che aveva nella sua fase difensiva il fiore all’occhiello. Era il 26 agosto 2014, giorno di comunicati e ufficialità, giorno in cui il greco firmava un contratto che lo legava ai giallorossi fino al 2019. 
RINNOVO O CESSIONE? - Un accordo lungo, che tutelava lui e tutelava la Roma, consapevole che Manolas era appetito da parecchi club, soprattutto inglesi. La situazione non è cambiata, anzi: nonostante le pessime prestazioni (di gruppo) della Roma in difesa, Kostas continua ad avere estimatori in tutta Europa, disposti a mettere sul piatto quei (almeno) 30 milioni che Sabatini vuole per sedersi al tavolo a trattare. La prossima estate sarà cruciale: Manolas, 25 anni, sarà nel pieno della sua carriera con due scelte davanti a sé: rinnovare con la Roma, visto che entrerà nel terzo anno di contratto, oppure valutare eventuali cessioni. In Italia si trova benissimo, qui nascerà la sua prima figlia, non ha problemi di lingua o di rapporti con società, compagni e allenatore. Vuole vincere però, o almeno provarci, anche per poter dare una mano alla sua nazionale, e per questo ipotizzare adesso qualsiasi scenario sarebbe prematuro. Soltanto il corso di questa stagione, in un senso o nell’altro, potrà dare le risposte. 

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Zucchelli

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