Rassegna Stampa

Massara calciatore: talento, gol e pupillo di Galeone

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-10-2016 - Ore 11:13

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Massara calciatore: talento, gol e pupillo di Galeone

ILPOSTICIPO.IT – STABILE - «Frederic Massara è un grande intenditore di calcio» tengono a dire, non solamente da oggi, gli addetti ai lavori e gli amici del nuovo direttore sportivo della Roma, erede di Walter Sabatini. In tanti però ricordano poco il passato da calciatore di Massara che, come il suo mentore, è stato un’ala piena di talento, ma discontinua.

MASSARA CALCIATORE, L’ESORDIO A TORINO - «Era un buonissimo attaccante esterno, un po’ rompiscatole sul campo, ma sempre molto leale», ha raccontato in questi giorni al Messaggero Giovanni Bia, agente ed ex difensore, tante volte avversario in campo diFrederic Massara. Ricky, come ormai lo chiamano tutti da anni, è nato a Torino nel 1968, figlio di madre francese, e si è messo in luce nella Primavera granata del mitico tecnico Sergio Vatta, mago dei giovani del calcio italiano.

Nel marzo 1987, in una squadra con ragazzi promettenti come Venturin, Giorgio Bresciani, Fuser e Lentini, vince il Torneo di Viareggio battendo in finale la Fiorentina per 4-1. Massara è il “dodicesimo uomo”: non sempre titolare, ma pronto a entrare all’occorrenza. In quella finale di 29 anni fa subentra a metà del secondo tempo a Bresciani, mentre nella semifinale vinta 2-0 sul Vicenza era entrato al posto di Lentini, futuro talento dannato del nostro calcio.

IL DESTINO: NEL 1991 SEGNA IN AMICHEVOLE ALLA ROMA - L’estate successiva, a 19 anni ancora da compiere, recide il cordone ombelicale da Torino per disputare quattro stagioni, tra Serie C1 e C2, nel Pavia: Ricky Massara si guadagna svariate convocazioni nellanazionale under 21 di categoria (tra i suoi compagni in azzurro ci sono Protti, Antonioli, Casiraghi, Benarrivo, Ravanelli e Signori), è costantemente titolare e segna spesso nonostante non sia una punta centrale (alla fine saranno 26 le reti in campionato nei quattro anni a Pavia). Nel 1991 viene ingaggiato dal Pescara, in Serie B, e qualche settimana dopo essere arrivato, segna in amichevole il gol del definitivo 3-3 alla Roma di Ottavio Bianchi, fresca di vittoria in Coppa Italia: è quasi un segno del destino.

L’impatto con il campionato cadetto non lo smarrisce: il tecnico Giovanni Galeone lo schiera sempre titolare, 38 volte su 38 (pur sostituendolo spesso), e Massara ricambia segnando 8 reti, con due doppiette (all’Avellino e al Bologna). Il campionato si conclude con un secondo posto che vale lapromozione in Serie A, insieme con Brescia, Ancona e Udinese.

TRE GOL IN SERIE A NEL PESCARA DI GALEONE - Nel massimo campionato la differenza di qualità si fa sentire: Massara è ancora titolare, ma si mette in luce soltanto a tratti anche perché il suo Pescara non riesce a salvarsi. Ricky, che cala di rendimento nel girone di ritorno, firma tre reti. La prima, alla seconda giornata (il 13 settembre 1992 allo stadio Adriatico), illude i suoi perché è il temporaneo 4-2 di una rocambolesca sfida persa contro il Milan di Capello: al 23’ (avete letto bene) Massara scarta addirittura il portiere Antonioli, appoggiando nella rete sguarnita, prima che Van Basten si scateni con una tripletta, regalando così il successo per 5-4 ai rossoneri. «È meglio un brutto 0-0 che un bellissimo 4-5» dice sconsolato l’ala di Torino a fine match.

Successivamente va in gol anche contro l’Inter (temporaneo pareggio su angolo di Sliskovic in un incontro perso 4-1 in casa) e nel 2-2 con la Sampdoria (firma l’1-1 di testa, riprendendo una respinta di Pagliuca su tiro di Sliskovic). La sua avventura in Serie A si limita a quella stagione, il 1992-93.

IL FEELING DI PALERMO E UN ANNO CON COSMI - Lasciata Pescara nel 1994, a 26 anni, la carriera di Frederic Massara continua con qualche guizzo ma senza più acuti: gioca due stagioni soddisfacenti nella Fidelis Andria, in Serie B, poi va al Palermo, con cui retrocede in Serie C1. In rosanero tornerà da dirigente nel 2008, al fianco del suo mentore Walter Sabatini: «Riabbraccio una realtà di cui conservo un ricordo straordinario – le sue parole dell’agosto 2008 – i risultati sportivi di quegli anni non furono straordinari, ma ho passato due anni meravigliosi».

Nel 1998-99 è in Serie C1 nell’Arezzo guidato da Serse Cosmi e nella stagione successiva torna un’ultima volta ad assaporare la Serie B, nuovamente nel Pescara, voluto dal rientrante allenatore Giovanni Galeone. Stavolta il matrimonio con gli abruzzesi non funziona: Massara raccoglie 21 presenze, di cui solamente 7 da titolare, senza andare mai a segno. Spende le ultime tre stagioni da calciatore, in Serie C2, con Moncalieri, Andria e Tivoli, per poi lasciare i campi di gioco nel 2003, a 34 anni e mezzo.

A quel punto decide di lavorare ancora in campo come assistente allenatore, per poi allontanarsi un po’ dai terreni di gioco e occuparsi di mercato e scouting al fianco di Walter Sabatini. Oggi è arrivato il momento di camminare da solo, come direttore sportivo della Roma: non dovrà innamorarsi di calciatori talentuosi e incostanti come era lui. Un errore che invece Sabatini, più di una volta, ha fatto.

Fonte: Ilposticipo.it - Stabile

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