Rassegna Stampa

Mazzarri: “Invidio chi si gioca la Coppa in un derby storico”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-05-2013 - Ore 13:44

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Mazzarri: “Invidio chi si gioca la Coppa in un derby storico”

(Il Messaggero – G.De Bari) Walter Mazzarri è il nuovo allenatore dell’Inter e ieri ha rilasciato un’intervista esclusiva a “Il Messaggero” da tecnico ancora in possesso del titolo vinto lo scorso anno con il Napoli.

Ecco le sue parole:
Da campione in carica, che direbbe a Petkovic e Andreazzoli?
«Sono colleghi bravi e fortunati, perché possono giocarsi la Coppa in un derby storico, in una cornice di pubblico straordinaria. All’Olimpico ho disputato due finali, provando tutte le emozioni possibili. Ho perso la prima contro la Lazio di Delio Rossi, ai calci di rigore, e fu una grande amarezza vedere migliaia di tifosi doriani delusi dal risultato. Poi ho vinto la seconda finale, con il Napoli, ed è stato bellissimo perché avevamo davanti la formazione campione d’Italia».

L’attesa a Roma è enorme.
«Una partita intensa e affascinante, giocata in uno stadio pieno di tifosi: per i calciatori prevedo una serata indimenticabile, a prescindere da quale sarà il risultato, perché una delle due squadre dovrà comunque vincere. L’Olimpico gremito e colorato darà dei brividi a tutti. Questa volta Lazio-Roma sarà molto di più di un normale derby. La vittoria, oltre a sancire la supremazia tra le squadre capitoline, garantirà una coppa molto importante, la possibilità di giocare la Supercoppa italiana e un posto in Europa. Quindi, definire soltanto un derby questa finale, mi pare riduttivo: domani sera Lazio e Roma si giocheranno tutto».

Eppure c’è la tendenza a snobbare questa coppa.

«All’inizio della stagione si gioca

(Il Messaggero – G.De Bari) Walter Mazzarri è il nuovo allenatore dell’Inter e ieri ha rilasciato un’intervista esclusiva a “Il Messaggero” da tecnico ancora in possesso del titolo vinto lo scorso anno con il Napoli.

Ecco le sue parole:
Da campione in carica, che direbbe a Petkovic e Andreazzoli?
«Sono colleghi bravi e fortunati, perché possono giocarsi la Coppa in un derby storico, in una cornice di pubblico straordinaria. All’Olimpico ho disputato due finali, provando tutte le emozioni possibili. Ho perso la prima contro la Lazio di Delio Rossi, ai calci di rigore, e fu una grande amarezza vedere migliaia di tifosi doriani delusi dal risultato. Poi ho vinto la seconda finale, con il Napoli, ed è stato bellissimo perché avevamo davanti la formazione campione d’Italia».

L’attesa a Roma è enorme.
«Una partita intensa e affascinante, giocata in uno stadio pieno di tifosi: per i calciatori prevedo una serata indimenticabile, a prescindere da quale sarà il risultato, perché una delle due squadre dovrà comunque vincere. L’Olimpico gremito e colorato darà dei brividi a tutti. Questa volta Lazio-Roma sarà molto di più di un normale derby. La vittoria, oltre a sancire la supremazia tra le squadre capitoline, garantirà una coppa molto importante, la possibilità di giocare la Supercoppa italiana e un posto in Europa. Quindi, definire soltanto un derby questa finale, mi pare riduttivo: domani sera Lazio e Roma si giocheranno tutto».

Eppure c’è la tendenza a snobbare questa coppa.

«All’inizio della stagione si gioca per due obiettivi: lo scudetto e la Coppa. Purtroppo, nella fase iniziale, ci sono club che magari sottovalutano questa competizione, però sbagliano. [...] Credo che questa manifestazione meriti maggiore considerazione e rispetto».

Che tattica adotterebbe se fosse in panchina?
«Rivelarlo sarebbe una mancanza di rispetto verso dei miei colleghi che la stanno preparando. Posso solo dire che, oltre ai fattori tecnici e tattici, sempre molto rilevanti in una finale, avrà una grande importanza anche quello psicologici. Soprattutto alla luce delle forti pressioni che i calciatori di Lazio e dovranno sopportare e gestire».

per due obiettivi: lo scudetto e la Coppa. Purtroppo, nella fase iniziale, ci sono club che magari sottovalutano questa competizione, però sbagliano. [...] Credo che questa manifestazione meriti maggiore considerazione e rispetto».

Che tattica adotterebbe se fosse in panchina?
«Rivelarlo sarebbe una mancanza di rispetto verso dei miei colleghi che la stanno preparando. Posso solo dire che, oltre ai fattori tecnici e tattici, sempre molto rilevanti in una finale, avrà una grande importanza anche quello psicologici. Soprattutto alla luce delle forti pressioni che i calciatori di Lazio e dovranno sopportare e gestire».

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