Rassegna Stampa

Mazzette e match truccati Al telefono: “Viva lo sport”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-06-2015 - Ore 07:33

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Mazzette e match truccati Al telefono: “Viva lo sport”

IL FATTO QUOTIDIANO – GIUSTOLISI - I tifosi del Varese avevano già capito tutto e dopo mezz’ora di Varese-Catania, partita giocata il 2 aprile scorso, abbandonarono lo stadio esponendo lo striscione: “Venduti”. Quella volta il Varese, ultimo in classifica al termine del campionato, perse tre a zero. E proprio Varese-Catania è una delle cinque partite finite nell’i nchiesta della Procura di Catania sulle partite comprate dal Catania per ottenere la salvezza e che ieri ha chiesto e ottenuto dal giudice l’a rr es to del presidente del Catania Nino Pulvirenti, dell’ad Pablo Cosentino e dell’ex direttore sportivo Daniele Delli Carri (che un mese fa ha rescisso il contratto), tutti e tre agli arresti domiciliari per frode sportiva e truffa. Gli altri quattro provvedimenti restrittivi riguardano un procuratore sportivo, l’avvocato molisano Fernando Arbotti, uno scommettitore e due intermediari. Anche loro finiti ai domiciliari per gli stessi reati. L’inchiesta è denominata “I treni del gol”, perché i calciatori avversari da corrompere erano indicati come treni in arrivo. In totale sono 19 gli indagati, tra cui il proprietario del Messina Pietro Lo Monaco (ex dirigente del Catania), per una partita in cui è coinvolto lo stesso Messina e il terzino del Varese Riccardo Fiamozzi. Alcuni giorni prima della partita Varese- Catania, come raccontava il sito Varesesport, si era verificato un incremento delle puntate sulla vittoria del Catania e il club lombardo, in passato già danneggiato dal calcio scommesse, per tutelarsi, raccontò tutto alla Procura federale.

I PM DI CATANIA parlano di un’associazione per delinquere risalente al marzo 2015, periodo in cui a seguito della sconfitta esterna con la Virtus Entella, i vertici della società catanese avvicinarono alcuni degli indagati per truccare le partite. “L’inchiesta nasce dal fatto che Pulvirenti, pressato dai tifosi, temeva per la sua incolumità e perciò si è rivolto alla magistratura”, ha detto il procuratore di Catania Giovanni Salvi in conferenza stampa. Poi dalle intercettazioni telefoniche è emerso tutt’altro scenario che ha portato gli investigatori a scoprire le cinque partite comprate con 10 mila euro per ogni calciatore avversario corrotto. E se la cifra per comprare i giocatori non rientrava nei piani si lasciava perdere. Come nel caso della partita col Bologna. Delli Carri, in questo caso, le cifre da sborsare le definiva “i due prospetti”.

IN UN CONTESTO c osì ha buon gioco uno degli arrestati, l’agente di scommesse on line, Luca Impellizzeri a dire: “Se non ci pensavamo noi per queste cinque partite, eravamo retrocessi veramente”. E poi aggiungeva: “Sono proprio scarsi questi giocatori”. In ogni caso però “Viva lo sport”, chiosava alla fine. Secondo la Procura, Impellizzeri era uno degli scommettitori che metteva a disposizione ingenti risorse finanziarie per “pagare i favori dei partecipanti alle manifestazioni sportive”. Come nel caso di Catania-Trapani. Pulvirenti telefonava a Impellizzeri e gli specificava che non doveva occuparsi della consegna del denaro ma doveva svolgere solo il suo compito con le scommesse. E i due si incontravano poi per concordare le scommesse da effettuare sulle gare. “Ma non esagerare però!”, si raccomandava pure. Impellizzeri è il padre del socio di maggioranza di una società di scommesse on line, la Bet Pro Sicilia (la Betpro.it è uno degli sponsor del Catania) e i favori che procurava alla società etnea erano ricambiati da Pulvirenti con 16 abbonamenti per assistere alle gare interne del Catania.

DA PARTE SUA il presidente Pulvirenti si dice estraneo ai fatti, ma non gli verrà facile spiegare ai giudici di quali treni parlava quando nel corso di una telefonata sollecitava bruscamente Delli Carri. “Ma che cosa stai combinando?”, gli chiedeva Pulvirenti. “Stiamo lavorando sul treno di venerdì”, provava a rassicurarlo Delli Carri che secondo i pm, quando giocava rientrava nella scuderia di Alessandro Moggi. Pulvirenti intanto coltivava grandi ambizioni per il campionato successivo: “L’organico c’è e va mantenuto –diceva –e l’anno prossimo arriverò primo. Sarà la giustizia sportiva a occuparsi del Catania con l’ipotesi che la squadra possa conoscere l’on - ta della radiazione o la retrocessione nelle serie inferiori. Una sconfitta per il calcio locale, ma in generale per una città che, tifosi compresi, ha accolto la notizia degli arresti quasi senza clamore. “C avaliere proteggici tu”, scrivono in un post su Fb i tifosi, andando a scomodare la buonanima del vulcanico ex presidente Angelo Massimino, mentre preparano per sabato un corteo dell’orgoglio rossazzurro

Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO – GIUSTOLISI

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