Rassegna Stampa

Meglio tardi che mai il pallone si rinnova

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-03-2016 - Ore 08:02

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Meglio tardi che mai il pallone si rinnova

MESSAGGERO - TEOTINO - Il calcio è entrato nel XXI secolo. Con un certo ritardo, ma ci è entrato. Ultimo fra i principali sport di squadra, ha aperto alla tecnologia: meglio dirla così che parlare di moviola in campo, uno slogan di sapore antico, calcolando da quanto se ne discute. Del resto la storia del calcio non è fatta di rivoluzioni e neanche di riforme strutturali. Di piccoli continui assestamenti semmai, soprattutto agli albori delle regole. Ma in un clima di sostanziale conservatorismo, giustificato da una popolarità che si basa sulla semplicità del gioco, sulla sua accessibilità universale. Ci sono però svolte necessarie, se si vuole mantenere vivo il fuoco della passione. Spettacolarità e credibilità vanno garantite e protette.
STUDI E SPERIMENTAZIONIL’ha presa un po’ larga l’International Board a proposito dell’applicazione delle nuove norme: un anno di studio e almeno un altro di sperimentazioni in amichevoli e tornei minori. La Federcalcio italiana, che ha avuto un ruolo propulsivo nel lungo iter che ha portato al semaforo verde, si è detta pronta a fare da “laboratorio”: se si riuscisse a partire subito, magari in Serie B, si risparmierebbero tempo e nuovi errori. Inutile ricordare quanti grandi tornei sono stati falsati da sviste clamorose: dalla finale mondiale 1966 Inghilterra-Germania allo schiaffo di Henry all’Irlanda del Trap, passando per la mano de Dios e il famoso rigore negato a Ronaldo contro la Juventus. 
QUESTIONE DI CREDIBILITÀAvremo un calcio più pulito e meno polemico, cioè più credibile. Una novità paragonabile a quella che, alla fine del secolo scorso, rese il gioco più spettacolare. Il “turning point” fu il Mondiale di Italia 90, uno dei più brutti per qualità di gioco. In tutto il mondo si aprirono discussioni su cosa cambiare per tornare a divertirsi. Fiorirono proposte, alcune bizzarre, come l’allargamento delle porte. Alla fine si decise di vietare al portiere di usare le mani sui retropassaggi (1992), mentre veniva estesa l’assegnazione dei 3 punti per la vittoria. Due duri colpi ai feticisti dello 0-0.
INDIETRO NEL TEMPOLe grandi svolte precedenti risalgono a mezzo secolo fa. A partire dalla possibilità di sostituire giocatori durante la partita: nel 1965 si cominciò con il solo portiere infortunato, due anni dopo anche un giocatore di movimento infortunato e nel 1968 l’ok alla sostituzione tattica; fino ad arrivare al quarto cambio in caso di tempi supplementari. Altre modifiche importanti, soprattutto esteticamente, sono stati i numeri sulle maglie (1937) e più recentemente i nomi sulle maglie abbandonando la numerazione da 1 a 11 (1995), la dotazione agli arbitri dei cartellini giallo e rosso (1974), l’espulsione per fallo da ultimo uomo (1990). 
SEMPRE IN DISCUSSIONELa regola invece che da quando calcio è calcio (1863) è sempre stata in evoluzione è quella del fuorigioco. Alle origini erano considerati in offside tutti i giocatori oltre la linea della palla, poi venne considerato in posizione regolare il giocatore che aveva almeno tre avversari fra sé e la porta, poi si è arrivati a due e infine a considerare in gioco chi è in linea con il penultimo. Ma le piccole e talvolta confuse modifiche continuano, tanto da far ritenere che anche la moviola, quando sarà, ci si raccapezzerà poco…

Fonte: MESSAGGERO - TEOTINO

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