Rassegna Stampa

Mexes-Menez, rieccoli: il Milan è una conquista

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-07-2015 - Ore 08:18

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Mexes-Menez, rieccoli: il Milan è una conquista

LA GAZZETTA DELLO SPORT - OLIVERO - Philippe e Jeremy sono due personaggi da film. Vita spericolata, prodezze e cadute. Philippe Mexes è il difensore che segna gol così belli che un attaccante se li sogna per tutta la vita. Jeremy Menez è l’attaccante che se segna va bene ma se non segna va bene lo stesso, perché nel suo modo naïf di intendere il calcio la consacrazione pubblica non è importante quanto la soddisfazione personale. Philippe e Jeremy, con quei mezzi, avrebbero potuto fare molto di più, ma se glielo fai notare sbuffano. Non hanno l’ambizione sfrenata di essere un numero uno. Hanno però il gusto di essere: non apparire. E non cambiano il loro stile di vita perché magari la gente (e il loro club) se lo aspetterebbe o semplicemente perché sarebbe giusto. Noi siamo così, se volete. E il Milan, per la verità, sembrava che non volesse più: il contratto di Mexes era scaduto e c’erano poche possibilità per un rinnovo, Menez era un giocatore da cui ricavare eventualmente una buona cifra da reinvestire. E invece sono qui, a Shanghai, a correre soddisfatti perché il Milan, per loro, è una conquista. 
IL DIFENSORE Philippe era ormai un capitolo chiuso. Dopo la triste scena isterica di Roma, a gennaio, nessuno avrebbe scommesso sulla sua permanenza al Milan. Il contratto era in scadenza, iniziava un progetto nuovo, insomma non si vedeva il motivo per affidarsi ancora a un difensore sicuramente forte ma altrettanto sicuramente incline a pericolosi momenti di buio. Lui, però, è stato bravo a far capire che si sarebbe fermato volentieri e che avrebbe tenuto a freno quel suo carattere bizzoso. E poi è intervenuto Berlusconi, che ha spinto per il suo rinnovo sottolineando che a lui piace molto lo spirito di Mexes. Al presidente, si sa, è impossibile dire di no e Sinisa Mihajlovic ha accettato (digerito?) la decisione. In Cina, poi, Sinisa ha scoperto un Mexes trascinante, che guida i compagni, che aiuta chi ne ha bisogno, che sta bene. Talmente bene da inventarsi nel derby di Shenzhen un gol da fenomeno: tiro al volo da fuori con salto incorporato. Coefficiente di difficoltà incalcolabile, palla all’incrocio, Milan-Inter 1-0. E adesso Philippe è contento: il Milan è di nuovo suo. 
L’ATTACCANTE L’anno scorso il Milan era soprattutto di Menez. Per un attimo mettetevi nei suoi panni: 16 gol, cannoniere rossonero, molte partite giocate bene e poi, all’improvviso, ecco Bacca e Luiz Adriano. E sullo sfondo c’è sempre Ibrahimovic. Menez capocannoniere, Menez quarta punta: ci sarebbe da impazzire. Jeremy, invece, è rimasto calmo e per lui è un grande passo avanti. Non ha chiesto la cessione, ha fatto la rieducazione al ginocchio, da due giorni lavora con i compagni, magari debutterà contro il Real domani. E intanto studia come essere utile a Mihajlovic. Nel 4-3-1-2 può ritagliarsi uno spazio come seconda punta, visto che da trequartista il tecnico preferisce un elemento più attento anche alla fase di contenimento. Jeremy è uno di quei giocatori che può essere due cose: una risorsa o un problema. Dipende da lui, adesso. 

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT - OLIVERO

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