Rassegna Stampa

Milan, pareggio Capitale

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-12-2014 - Ore 11:45

|
Milan, pareggio Capitale

Dalle squalifiche annullate al rigore (netto) per fallo di mano di De Jong non fischiato da Rizzoli, per nulla aiutato dall’addizionale d’area Massa. Per chi si accontenta dei veleni basta e avanza per un Natale di polemiche e complotti, con la Roma che scivola a meno tre dalla Juventus. Allegri aveva chiesto un regalo al Milan, ma i tifosi romanisti hanno già modificato il ritornello: il regalo è stato dell’arbitro. Detto che il rigore c’era, per chi non si accontenta di ridurre sempre tutto alla polemica, Roma-Milan merita di essere sviscerata un po’ più a fondo, in tre punti. Primo: è stata la peggior Roma del campionato, esclusa la trasferta di Napoli e Garcia, questa volta, ha proprio sbagliato formazione. Capita anche a quelli bravi. Senza Pjanic, squalificato, ha mandato Ljajic in panchina e fatto giocare Florenzi, che a Roma chiamano «l’equilibratore». In realtà la Roma è stata così equilibrata da creare pochissimo.

L’Olimpico, il fortino dentro il quale ha costruito le sue fortune, ultimamente si è inaridito: pareggio in rimonta con il Sassuolo, da 0-2 a 2-2 in dieci contro undici; sconfitta con il Manchester City ed eliminazione dalla Champions; 0-0 contro il Milan ieri, un risultato che non usciva in casa dal 1 marzo 2014, contro l’Inter di Mazzarri. Secondo: il Milan di Inzaghi non è ancora una grande squadra, ma nel secondo tempo ha fatto più della Roma, che non era ritenuta favorita solo dall’ottimismo forzato di Berlusconi. E negli ultimi 25’, con l’uomo in meno per l’espulsione di Armero, ha tremato davvero solo al 92’, quando Gervinho è stato fermato da Diego Lopez con una miracolosa parata di piede. Ménez non ha trovato l’acuto, ma ha fatto ammonire mezza Roma e ha tenuto palla anche quando era solo, o quasi. Con qualche acquisto giusto c’è lo spazio per crescere. Dopo la vittoria contro il Napoli, altro pieno di autostima. Terzo: la figura dell’addizionale di porta è una delle più grandi sciagure e ha nettamente peggiorato la qualità degli arbitraggi. Il motivo è facile: crea l’alibi su qualsiasi decisione. Rizzoli, che ha arbitrato comunque male, è meno colpevole di Massa, che era in posizione migliore? Forse. Ma così si toglie, fin da principio, autorevolezza all’arbitro. Il pareggio è un risultato giusto, perché la Roma ha avuto più occasioni, ma due soltanto clamorose, con Gervinho. Quella già descritta nel finale e quella del 29’ p.t., quando l’ivoriano semina Bonera, entra in area e tira a colpo (quasi) sicuroDiego Lopez salva di piede. Due minuti dopo, su corner, l’episodio del rigore non visto. È vero che si può vincere anche giocando male e avendo dall’arbitro quello che si deve avere, ma la Roma ha fatto troppo poco, soprattutto nella ripresa. L’altro problema di Garcia è nato probabilmente ancor prima del fischio d’inizio quando, nel riscaldamento, Maicon ha sentito dolore. È andato in campo lo stesso, ma nel frattempo di erano scaldati Ljajic e Torosidis, a testimonianza che il problema c’era. La gara del brasiliano, dominatore a Genova, lo ha poi confermato. Poco attivo in avanti, assente in fase di copertura, chiamando Manolas a un lavoro doppio. Peccato che Torosidis, entrato in campo tardi al posto del brasiliano, sia quasi riuscito a farlo rimpiangere, tra cross sbagliati e un tiro sbilenco sull’unica incertezza di Diego Lopez. Peccato chiudere male un 2014 giocato bene

Fonte: Corriere della Sera

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom