Rassegna Stampa

Milioni in panchina

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-10-2016 - Ore 07:45

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Milioni in panchina

CORRIERE DELLA SERA - PASSERINI - Di Marko Rog, 21 anni, punto di domanda croato costato al Napoli fra i 13 e 14 milioni di euro, si fa fatica persino a trovare una foto recente. C’è al massimo quella classica e un po’ ingessata col pollicione alzato davanti al logo societario: con la maglietta azzurra no, niente, zero, proprio come i minuti giocati fin qui. Come lui in serie A ce ne sono 32, che sui 160 acquisti estivi a titolo definitivo delle 20 squadre fa uno su cinque: il conto è facile, significa che dopo 50 giorni di campionato il 20 per cento dei rinforzi non ha ancora messo il piede in campo. Una fortuna parcheggiata in panchina, insomma. Certo, qualcuno s’è fatto male (Mario Rui, Roma, crociato), qualcuno non è ancora giudicabile (Gabigol, 27,5 milioni e 16 minuti, ma è arrivato da poco), qualcun altro ancora è stato preso per giocare magari in coppa (Juan Jesus, Roma, è titolare in Europa League) ma molti sono semplicemente acquisti sbagliati.

Succede, ma a volte è un problema. Specie se chi ha messo i quattrini vorrebbe vederli in campo più spesso ma non viene accontentato. È il caso appunto del Napoli dove coi sottoimpiegati Sarri potrebbe farci quasi una squadra di calcio a cinque: clamoroso il caso di Amadou Diawara, preso dal Bologna per 15 milioni e ancora a quota zero minuti, ma anche di Nikola Maksimovic per il quale dopo anni di corteggiamento sono stati sganciati al Toro qualcosa come 28 milioni di euro. Ha esordito domenica, alla 7ª, perché Albiol si è fatto male, ma ci sono anche Tonelli e Giaccherini, 11 milioni e altrettanti minuti in due. Normale che a De Laurentiis tutto questo spreco non vada giù, normale che — seppure in maniera soft e indiretta, ma fino a un certo punto — gliel’abbia già mandato a dire attraverso un comunicato dopo la partita col Genoa di qualche settimana fa in cui diceva d’aver «investito 128 milioni per poter dare ai napoletani e all’allenatore una squadra competitiva». Sarri però continua a tirare dritto affidandosi ai fedelissimi: la verità è che con lui gioca solo chi è del tutto in sintonia con la sua dottrina. La questione è aperta, d’altronde siamo nemmeno a un quinto del torneo, il tempo non manca per nessuno. Nemmeno per la Roma che di casi aperti simili ne ha diversi, i più seri dei quali sono senz’altro Gerson, 18 milioni e zero minuti, un enigma, e Alisson, 8 milioni, un’esagerazione per un portiere di riserva (ieri Taffarel, suo preparatore nella Seleçao, ha esortato Spalletti a farlo giocare di più).

Detto che anche la Samp ha i suoi guai (30 milioni inoperosi fra Bruno Fernandes, Praet, Schick: come Sarri, anche Giampaolo arruola solo gente rodata), che in molti al Milan si chiedono se i 9 milioni sborsati per i 4.320 secondi di Lapadula non potessero esser spesi dove ce n’era più bisogno, magari a centrocampo, che l’Inter non ha questi crucci (ma altri), spicca il solito contrasto fra Juve e resto del cielo: con 6 gol in 7 partite in campionato, 7 in 9 nel complesso, Higuain ha già cominciato a ripagare le quote di ammortamento dei 90 milioni del cartellino. Quando si dice un investimento sicuro.

Fonte: Corriere della Sera - Passerini

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