Rassegna Stampa

Minacce degli ultrà a De Rossi “Ora veniamo sotto casa tua”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-06-2015 - Ore 08:38

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Minacce degli ultrà a De Rossi “Ora veniamo sotto casa tua”
REPUBBLICA - CAPPELLI/D’ALBERGO - Le carte dell’inchiesta sul dopo Roma-Fiorentina: “Vi prego non fatelo” Fermati tifosi con le armi nell’auto«Ti veniamo a prendere sotto casa!». «Vi prego, sotto casa no!». Sono solo alcune delle minacce rivolte a Daniele De Rossi distintamente udite dalla polizia il 19 marzo allo Stadio olimpico, dopo l’incontro Roma-Fiorentina; minacce, poi, di fronte al pm, negate sia da Totti che da De Rossi. Una «negazione» scrive il pm Eugenio Albamonte «frutto del fondato timore di subire ritorsioni» anche nei confronti dei «familiari conviventi».
La storia è tutta ricostruita nella richiesta di arresto della procura per quattro tifosi — Roberto Calfapietra, Manuel Monteleone, Raniero Galanti, Pietro Ciaramitaro — di cui tre legati a Casapound, della curva sud dell’Olimpico, dove minacciavano con «striscioni recanti scritte del seguente tenore: mercenari cambiate mestiere; Roma s’è rotta er cazzo... a presto; nonché nell’intonazione dei seguenti cori: «non uscirete dallo stadio prima di mezzanotte, anzi uscirete dallo stadio quando lo diremo noi», «state attenti quando andate in discoteca». Minacce che costringevano i «calciatori presenti in campo Francesco Totti, Daniele De Rossi, Morgan De Sanctis e Juan Manuel Iturbe» ad andare sotto la curva sud «a subire sputi, lancio di oggetti, accendini e bottigliette, insulti, ulteriori minacce all’indirizzo di De Rossi: «Ti veniamo a prendere sotto casa » e «Verremo sotto casa tua! Ci vediamo sotto casa!» nonché, da ultimo, richieste di scuse avanzate dai medesimi tifosi che chiedevano agli stessi calciatori di togliersi la maglia, quale gesto di sottomissione alla tifoseria».
Le indagini su Calfapietra e Galanti li vedono, per esempio, in occasione dell’incontro calcistico Roma-Lazio dell’11 gennaio con Andrea Franceschelli (indagato in un altro procedimento) e altri non identificati, portare e presidiare una Fiat 600 in largo Diaz di fronte al bar “Big Stefano”: un’auto imbottita con «6 bottiglie incendiarie, e congegni micidiali e quindi armi da guerra, oggetti contundenti e materiale esplodente ». E tutti quanti coinvolti in vari episodi di intimidazione nei confronti dei calciatori: come per esempio dopo il Roma-Chievo dell’8 marzo, quando gli ultras entrano a Trigoria mostrandosi molto aggressivi e «non contenti dell’andamento della squadra » come testimoniato da un calciatore.
Per arrivare, infine, all’incontro Roma Fiorentina di Europa League del 19 marzo in cui tra insulti, sputi, lanci di oggetti, intimidazioni e, anche, come si vede bene dalle immagini delle telecamere interne, lo “scavalcamento” della «barriera di separazione posta alla base della curva sud» da parte di Roberto Calfapietra, Manuel Monteleone e Pietro Ciaramitaro. «L’analisi delle immagini evidenzia altresì la condotta di Raniero Galanti, il quale con atteggiamento carismatico e autoritario avanzava tra gli altri tifosi per andare a parlare con il giocatore De Rossi ». Su queste vicende il pm ha già richiesto alla gip Bernadette Nicotra misure cautelari, che sono però state respinte.
Per mercoledì il procuratore è in attesa di una corposa informativa della Digos, sugli scontri tra tifosi della Lazio e della Roma avvenuti nell’ultimo derby: entrambe le tifoserie saranno duramente colpite. Stanno per partire 40 Daspo, 28 per i romanisti, 12 per i laziali.

Fonte: REPUBBLICA - CAPPELLI/D’ALBERGO

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