Rassegna Stampa

Missione compiuta e adesso la Roma si mette a guardare

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-02-2014 - Ore 10:45

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Missione compiuta e adesso la Roma si mette a guardare

«Solo se facciamo il nostro dovere e battiamo il Bologna potremo metterci a guardare cosa fanno le altre». Cioè, oggi, la Juventus (derby con il Torino) e domani il Napoli (in casa contro il Genoa). Rudi Garcia chiede e la Roma esegue, con un gol di Nainggolan che si aggiunge alla fabbrica del gol giallorossa (quattordici marcatori diversi in campionato). Vittoria fondamentale per continuare l’inseguimento al sogno scudetto e, soprattutto, alla concreta realtà del secondo posto che qualifica direttamente alla Champions League. Vittoria non semplice e messa a rischio proprio al 93’, dopo una serie di sprechi: Christodoulopoulos manca nel recupero un colpo di testa da ottima posizione e Garcia rischia le coronarie ma salva i tre punti.



In un’occasione simile, sempre nel recupero, Bianchi aveva fatto 2-2 contro il Napoli, proprio nella stessa porta. Dettagli che possono fare la differenza a fine stagione. Garcia può essere soddisfatto, ma non al 100%. Ha avuto dalla squadra la risposta giusta nelle difficoltà, ma gli errori sottoporta continuano a essere troppi. C’è da dire, però, che non era facile trovare le contromisure giuste in assenza di quattro terzini su quattro, cioè titolari e riserve, tutti in una volta sola. Fuori Maicon, Torosidis, Balzaretti e Dodò, le scelte cadono su Taddei e Romagnoli, cioè un vecchio bucaniere che in questo campionato non era mai partito titolare e un ragazzo del 1995, anche se molto promettente.



Il Bologna, da quando è partito Diamanti per la Cina, ha scelto Cristaldo come spalla di Bianchi e un centrocampo a cinque nel quale, però, manca per squalifica il capo branco, Perez. La differenza sul campo è netta, anche se è Bianchi il primo a rendersi pericoloso con un tentativo di pallonetto da 30 metri che però non sorprende De Sanctis. La Roma colpisce un clamoroso palo con Destro, servito da Gervinho, spreca due occasioni con Nainggolan che tira male e un contropiede in cui Gervinho vuole fare tutto da solo e non serve Destro. Un errore che l’ivoriano evita al 37’, quando spacca la difesa bolognese con una delle sue accelerazioni e poi scarica per Pjanic: il bosniaco, con il suo piede dolcissimo, trova l’assist nel tempo giusto per l’inserimento di Nainggolan che, solo davanti a Curci, non sbaglia.



Non è una Roma perfetta e con tutte quelle assenze (oltre ai terzini non ci sono Totti infortunato e Strootman in panchina a riposare per un’ora) non poteva esserlo. Il Bologna capisce che l’anello debole è Taddei e attacca sempre su quella fascia, guadagnando un paio di punizioni pericolose. Benatia, per coprire un buco lasciato dal compagno, spende anche un’ammonizione su Morleo. Nella ripresa, il Bologna è costretto ad attaccare e Ballardini finisce addirittura con un 3-4-3 a tre punte. La Roma, però, non è brava a finalizzare negli spazi e Bastos, entrato nell’ultimo quarto d’ora, è il meno bravo di tutti. Prima manca un gol facile, poi l’assist ancora più semplice che avrebbe mandato Gervinho solo in porta. Fortuna sua che la Roma non paghi tutto al 93’. Nemmeno Garcia l’avrebbe potuto difendere.

Fonte: Corsera - Valdiserri

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