Rassegna Stampa

Missione della Roma. Far piangere il City e vivere da Champions

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-12-2014 - Ore 08:23

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Missione della Roma. Far piangere il City e vivere da Champions

Come dice Rudi Garcia è una finale e, per una volta, non è una frase fatta ma è la pura verità. Roma-Manchester City, stasera all’Olimpico, che non sarà tutto esaurito anche perché i tifosi inglesi saranno meno di un terzo dei 6.000 che arrivarono per sostenere il Bayern Monaco, vale gli ottavi di finale di Champions League e tra i 10 e i 15 milioni per le casse societarie. Per la Roma è già un risultato eccezionale essere arrivata all’ultima giornata del girone e potersi ancora giocare cospicue speranze di passare il turno. Eppure c’è un’aria strana in città, come se battere i campioni d’Inghilterra (senza Aguero e Yaya Touré, è vero, ma pur sempre una multinazionale di campioni costruita a colpi di petrodollari) fosse dovuto. Garcia, che è stato parecchio criticato per le scelte di turnover contro il Sassuolo, cerca il giusto equilibrio anche nelle dichiarazioni prepartita: «Alleno questa squadra ogni giorno, so che cosa fa in campo e che stato d’animo ha. Questo mi dà fiducia. Siamo usciti dalla quarta urna nel girone più difficile di tutta la Champions League. Potercela giocare all’ultima partita era una speranza, adesso è realtà».

Non è un mettere le mani avanti, è la descrizione della realtà: «Sarebbe stato piuttosto normale essere già usciti a questo punto. Invece ci siamo e c’è solo piacere. È vero anche, però, che il piacere sarebbe molto più intenso se festeggiassimo la qualificazione. Andare avanti in Champions è un’ambizione, l’obiettivo prioritario è il campionato. L’importante è non avere rimpianti». È una finale perché la Roma è sicura al 100% di passare il turno con una vittoria e il Manchester City quasi. Se gli inglesi dovessero conquistare l’Olimpico basta loro che il Cska Mosca non vinca a Monaco contro il Bayern. Altrimenti si entra nella lotteria delle classifiche avulse. Ecco perché Garcia non vuole speculare: «Non abbiamo scelta: c’è solo da giocare per vincere. Saremo artefici del nostro destino solo vincendo, perché non sappiamo cosa potrà succedere tra Bayern e Cska. C’è solo uno scenario per noi: attaccare, segnare un gol di più del Manchester e conquistare questa partita». Come trasportare sul campo l’intenzione? Molti addetti ai lavori e altrettanti tifosi pensano che serva una squadra più attenta che coraggiosa, scottati anche dal 7-1 del Bayern all’Olimpico. Sono quelli che metterebbero in campo soltanto uno tra Ljajic e Pjanic, scegliendo formazioni con tre centrocampisti di contenimento o con Florenzi attaccante. Ma lo pensa anche Garcia? Come sempre la formazione sarà resa nota anche ai giocatori solo un paio d’ore prima della gara. E, come sempre, il risultato finale influenzerà i giudizi. Però rinunciare al talento non è già aver perso qualcosa?

Fonte: CORSERA - L. VALDISERRI

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