Rassegna Stampa

Modric detta il ritmo Pjanic non si accende E la Roma va in apnea

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-02-2016 - Ore 07:56

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Modric detta il ritmo Pjanic non si accende E la Roma va in apnea

GAZZETTA DELLO SPORT - SCHIANCHI - Lo specchio della sfida sta nelle prestazioni di due centrocampisti. Osservando Modric e Pjanic si capisce molto del Real Madrid e moltissimo della Roma vista ieri sera all’Olimpico. Squadra sempre in posizione difensiva, quella di Spalletti, pronta a chiudere gli spazi, a raddoppiare la marcatura, ad andare in pressing, ma mai propositiva se non con le volate di Salah. Poco altro in termini di qualità per i giallorossi che hanno evidentemente cercato di arginare il maggiore tasso tecnico del Real con l’agonismo, la grinta e la resistenza atletica. Ma il calcio non è soltanto corsa e Cristiano Ronaldo lo ha dimostrato quando, con un colpo da maestro, ha spento i sogni della Roma. Ovvio che, in una gara impostata sulla tenuta difensiva, un uomo come Pjanic si sia trovato in difficoltà, lui così abile quando si deve costruire e ricamare, molto meno quando la sfida si sposta sui binari della grinta e della determinazione. Modric, al contrario, in un Real votato al gioco d’attacco, ha dimostrato ancora una volta di avere perfetti tempi di esecuzione, ampia visione del campo e buona predisposizione al recupero del pallone in fase difensiva. 

NEL CUORE DEL GIOCO Modric e Kroos menano la danza in mezzo al campo. Il tedesco tocca 117 palloni, un'enormità; il croato si ferma alla più umana quota di 90. Di fatto sono i due motori di una squadra, quella di Zidane, che ha soltanto bisogno di velocizzare la manovra nella propria trequarti per poter innescare gli attaccanti quando le difese avversarie sono più sguarnite. Modric, leggermente spostato sul centrodestra, dialoga con frequenza con Carvajal che scende sulla fascia e con James Rodriguez che detta il suggerimento. I suoi passaggi sono precisi, 76 riusciti su 82, e sempre smarcanti. Non a caso sono 4 le occasioni da gol create dal centrocampista che, con il passare dei minuti, ha spostato sempre più in avanti il raggio d’azione. Se proprio un difetto si deve trovare, nella prestazione di Modric, questo riguarda le conclusioni verso la porta della Roma: nessuna. Uno come lui dovrebbe cercare con maggiore insistenza la via della rete, anche se al Real non mancano i tiratori scelti, da Ronaldo a Benzema, da James Rodriguez a Isco per arrivare al talentino Jesè. 

POCHI LAMPI Se i tre centrocampisti del Real (Isco, Kroos e Modric) hanno sempre la possibilità di mostrare le loro qualità in fase di costruzione, altrettanto non si può dire per i giallorossi. Vainqueur si fa apprezzare soprattutto per i recuperi (5) e per i contrasti vinti (2). Stesso discorso per Nainggolan (8 recuperi e un contrasto). Il contributo di Pjanic, che ha nel dna altre caratteristiche, si limita a 3 palloni recuperati e nessun contrasto tentato. I compagni lo cercano spesso e questo è dimostrato dai 74 palloni toccati e dai 60 passaggi effettuati (solo 4 errori), ma alla manovra mancano le giocate illuminanti. Pjanic si limita al normale compitino, non accelera quando potrebbe e non dà quel supporto offensivo che sarebbe necessario per tirare fuori tutta la squadra dalle sabbie mobili. Direte: se l’ordine è quello di fare una partita difensiva, non si può andare scriteriatamente all’attacco. Verissimo, ma qualcosa di più si può pretendere. Anche perché, a forza di stare indietro, prima o poi, contro i grandi campioni, un gol lo subisci. E dopo non hai più la forza per ribaltare la situazione. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - SCHIANCHI

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