Rassegna Stampa

Moggi: "Cupola? Una presa in giro. Era Carraro a telefonare"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-03-2015 - Ore 11:57

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Moggi:

Intervista all’ex dg della Juventus, dal reato di associazione a delinquere alla prescrizione di Calciopoli: "Una tesi da ridere. La verità è che questo atto salva la Procura di Napoli, non certo me. Andrò alla Corte Europea"

"Cosa ho fatto dopo la sentenza?

Mi sono distratto, ho riposato la mente. Ho preso cinque gocce e hanno funzionato ora sono fresco come una rosa. Pronto".

Per cosa?
"Per continuare la mia battaglia davanti alla Corte Europea".

Non si accontenta della prescrizione?
"La prescrizione? È stata utile all'accusa, mica a me".

Veramente la prescrizione l'ha salvata da una condanna per un'associazione a delinquere che comunque oggi può dirsi "definitivamente accertata"...
"Ma scusi, dicevano che i campionati erano irregolari e la giustizia sportiva ha detto che i campionati erano regolari. Hanno detto che avevamo rapporti esclusivi con i designatori arbitrali, poi anche Moratti ha ammesso che non era vero, che anche loro avevano rapporti. Hanno detto che le mie visite negli spogliatoi degli arbitri erano irruzioni, poi si è scoperto che il regolamento permetteva di andare... Poi, per carità, io mi incazzavo, ma questa è un'altra questione, e comunque Paparesta non mi ha mai denunciato né ha detto di essere stato minacciato. Poi visto che non sono riusciti a dimostrare i favori alla Juve l'hanno buttata sugli interessi personali e sui miei rapporti con la Gea. Ma sono stato assolto in quel processo. Voglio dire, i vari gradi di giudizio hanno smentito tutto e ancora mi tocca sentire questa storia dell'associazione a delinquere?".

Lo dice la Cassazione. E a dire la verità non solo la Cassazione. Le tesi sostenute dall'accusa, quelle della Cupola per capirsi, hanno retto davanti a nove - nove - diversi collegi giudicanti: oltre al gip e al gup, hanno confermato la bontà dell'impianto accusatorio due giudici di primo grado e due di secondo grado nel penale, tre giudici nel processo sportivo, e persino uno della magistratura contabile.
"Il processo davanti alla corte dei Conti riguardava altri".

Gli arbitri e quelli della Figc che sono stati condannati a risarcire 3,97 milioni di danno.
"Resta che la cosa dell'associazione a delinquere fa ridere. Tranne De Santis, che hanno incastrato per una partita che non c'entra niente con la Juventus, tutti gli altri arbitri sono stati assolti. E con chi lo truccavo il campionato? La verità è che, come le dicevo, la prescrizione ha salvato la procura di Napoli".

E allora perché non ha fatto come De Santis, perché non ha rinunciato alla prescrizione?
"Perché quando sono stato condannato in appello non avevo i termini per farlo, i miei reati non erano ancora prescritti".

Poteva farlo in Cassazione. L'articolo 157 del codice di procedura dice che "la prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall'imputato". Comunque, il punto è che lei non si fida della giustizia.
"No. Conservo una sentenza in cui un giudice dice nelle motivazioni di una sentenza che gli investigatori hanno manomesso le intercettazioni. Di questa gente c'è poco da fidarsi".

Però non possiamo fare finta che la Cassazione non abbia detto che in effetti c'era la famosa Cupola.
"La vera domanda è: qual era la cupola?".

La sua? "Quando un presidente della Figc (Franco Carraro, ndr) intercettato, dice a un designatore: "Bisogna salvare la Lazio e sarebbe un peccato che la Fiorentina fosse retrocessa", secondo lei di cosa stiamo parlando? A chi interessava salvare la Lazio e la Fiorentina? A Moggi? Penso che non farà fatica a comprendere come a Moggi della Fiorentina non fregasse assolutamente nulla".

Sta dicendo che la vera Cupola era quella di Carraro?
"Sto dicendo quello che ho detto. Che è una presa per il culo pensare che io abbia fatto un'associazione a delinquere con un solo arbitro".

Parliamo del ruolo di Carraro?
"Lei ha parlato della cupola, no? Io ho dovuto imparare a memoria le intercettazioni di Calciopoli. È stato un inferno. Ma penso che, oggi, se dovessi dire tutto quello che ho imparato mettendo insieme quello che sospettavo con quello che ho letto, succederebbe un casino".

Facciamolo succedere.
"Un giorno forse ci scriverò un libro".

Quali sono le sue intercettazioni preferite?
"26 novembre 2004: il giorno del sorteggio di Inter-Juventus, Carraro chiama Bergamo per sapere chi è l'arbitro. Quello gli dice che è Rodomonti e allora Carraro gli fa: "Dì a Rodomonti di non fare favori alla Juventus". Bergamo chiama Rodomonti, ma non lo fa subito dopo la chiamata di Carraro, lo fa due ore prima della partita. "Questa chiamata rimane tra te e me, ché ad andare giù si fa prima che ad andare in su". Ne posso raccontare a centinaia di cose come queste".

Lei è sempre stato molto critico con Carraro.
"E con Petrucci e con Abete. Supponevo ci fossero cose che non andavano bene, poi quando ho letto le intercettazioni mi si sono chiarite le idee".

C'è qualcosa di cui è pentito?
"Di non aver preso a calci qualcuno".

Chi?
"No, scherzavo. Io sono un non violento. Comunque l'avvocato Zaccone che dice di aver letto 170mila telefonate in una settimana e chiede la serie B con penalizzazione per la Juventus, non lo dimenticherò mai. Sa qual è la verità ultima su Calciopoli? Che erano morti l'Avvocato Agnelli e il Dottore. Altrimenti tutto questo casino non sarebbe mai successo".

Un'ultima cosa. Pensa davvero di tornare nel calcio? Che progetti ha?
"Vediamo".

Fonte: repubblica.it - MARCO MENSURATI

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