Rassegna Stampa

Morte Bernabucci, Il ricordo di Mattioli “Che amico Angelo, romanista come me”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-04-2014 - Ore 07:32

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Morte Bernabucci, Il ricordo di Mattioli “Che amico Angelo, romanista come me”

Forse era destino che Angelo Bernabucci, a 70 anni, se ne andasse il giorno dopo la gara di ritorno Roma-Milan. In fondo, il mito di Fratelli d’Italia , nel 1988, nacque proprio da quella partita, in quella Uno grigia targata Roma e da quei due tifosi romanisti in viaggio camuffati da milanisti. «Piacere Romolo», «Molto lieto Remo», e il povero Massimo Boldi, alias ragionier Carlo Verdone «milanese, però so’ lupacchiotto». Il viaggio di Bernabucci è finito lunedì, nella chiesa di piazza della Cancelleria, a due passi da Campo de’ Fiori e da via Giulia, dove l’attore viveva. «È stato triste vedere così poca gente — dice Mattioli —. Io e l’attore napoletano che con Angelo girò Compagni di scuola (Luigi Petrucci, ndr ) gli unici colleghi. A un certo punto, però, mi si è avvicinata la cugina, che non conoscevo: "Grazie per essere stato un amico vero di Angelo". Mi sono emozionato».

 

CULT Sono passati 26 anni da quel film, ma sembra che Mattioli lo abbia finito di girare ieri. «Con Angelo non ci conoscevamo — racconta —, ma venne tutto facile. Eravamo perfetti per interpretare quel ruolo, il nostro è stato un matrimonio felice. E Angelo mi ha portato fortuna». Svela anche i segreti di quel successo: «Nella sceneggiatura dei Vanzina, non c’era tutto quello che poi è uscito. “Una spremuta de sancue”, “je fai tutta la fiancata, je la sgari”, oppure “che c’hai ar posto della vescica, un sanpietrino?” è roba nostra. E i bambini che incontro per strada e che ai tempi del film non erano neppure nati sanno tutto a memoria».

 

GARCIA TATUATO  Mattioli e Bernabucci si sarebbero ritrovati assieme per girare Tifosi (1998) e qualche anno fa pensarono anche a un sequel di Fratelli d’Italia: «Angelo era un grandissimo romanista, condividevamo questa passione anche nella vita reale. Un tatuaggio come quello di Boldi lo farei a Rudi Garcia. È un lupo a vita, vorrei conoscerlo e anche fargli conoscere quel film. Totti, invece, lo vedrei bene come attore: potrebbe fare qualsiasi ruolo». E la Roma? «Dalla Juve ci si aspettava potesse fare questo campionato, dalla Roma no. Con tre giocatori di prima fascia si potranno fare grandi cose anche in Champions». Ma la spesa proletaria all’autogrill di Romolo e Remo non basterà.

Fonte: gasport (M. Calabresi)

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