Rassegna Stampa

Morte Ciro, rischio vendette: massima allerta sui Roma club

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-06-2014 - Ore 11:27

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Morte Ciro, rischio vendette: massima allerta sui Roma club

All’ora di pranzo Daniele De Santis è stato portato via dal Policlinico Umberto I. Era ricoverato, agli arresti, nel reparto clinica ortopedica dal 3 maggio, il giorno in cui sparò – secondo l’accusa – a Ciro Esposito.

Ma dopo che il cuore del tifoso napoletano ha cessato di battere la prudenza ha consigliato di allontanare De Santis da Roma ed è stato trasferito a Viterbo. I timori sono molteplici e da ieri le forze dell’ordine tengono sotto controllo i Roma Club, soprattutto quelli più rappresentativi, per prevenire qualsiasi tipo di rappresaglia.

VIGILANZA – Prefettura e Questura hanno mantenuto costanti i contatti per vigilare l’evolversi della situazione, dopo che il livello di preoccupazione si era alzato martedì, quando si era capito che Esposito non ce l’avrebbe fatta. Continuo lo scambio di informazioni con la Prefettura e la Questura di Napoli, proprio perché si temeva e si teme l’arrivo in massa di esponenti del tifo organizzato della squadra campana. Due elementi per ora hanno rassicurato: prima di tutto i vari appelli della famiglia di Ciro Esposito perché non vi siano reazioni violente e ricerca di vendetta; la seconda è la conferma, da parte di alcuni tifosi napoletani, che non c’era l’intenzione di venire a Roma.
«Un’altra fase delicata – avverte un investigatore – sarà quella del trasferimento della salma a Napoli. E’ importante però non alimentare la tensione, non gettare altra benzina sul fuoco». Per questo anche la vigilanza su quelli che sono considerati obiettivi a rischio viene fatta senza clamore e con discrezione. Così come è avvenuto martedì, si stanno sorvegliando le stazioni e i caselli autostradali per avere la certezza che non vi siano spostamenti in massa da Napoli a Roma.

OBIETTIVI – Ma soprattutto c’è una sorveglianza discreta dei Roma Club più importanti, a partire da quello di Testaccio, cuore del tifo giallorosso e quartiere con cui De Santis aveva dei legami. In forma del tutto preventiva, c’è attenzione anche su possibili obiettivi simbolici: dai semplici Roma Store al circolo sportivo occupato di Tor di Quinto dove di fatto De Santis abitava. Spiega un investigatore: «In questa fase ”calda” possiamo tenere alta la nostra attenzione e lavorare sul fronte della prevenzione, ma non potrà avvenire per sempre. E non possiamo essere ovunque». E un episodio come questo lascia una lunghissima scia di odio: purtroppo lo insegna l’uccisione del tifoso genoano Vincenzo Spagnolo, che fu accoltellato da un ragazzo della curva sud milanista nel 1995. Da allora i rapporti tra genoani e milanisti sono tesi e solo cinque anni fa sono state consentite le trasferte a Genova ai supporter rossoneri.

CAMPIONATO – Sarà complesso prendere delle decisioni sul campionato. Appare scontato che Roma-Napoli e Lazio-Napoli si giocheranno di pomeriggio e che sarà interdetta la trasferta ai tifosi ospiti. Ma non è un mistero che il prefetto Giuseppe Pecoraro abbia chiesto con forza una limitazione più diffusa delle partite in notturna all’Olimpico, stilando una lista di gare a rischio da giocare solo di giorno (quando è relativamente più semplice il lavoro delle forze dell’ordine). Per la verità, da quando, anche in linea con le indicazioni del Patto per Roma Sicura, si è ipotizzata questa pianificazione, poco si è mosso. C’è il rischio che si arrivi al 31 agosto, giorno di inizio del campionato, con una strategia ancora vaga. Non è un mistero che la Lega calcio sia contraria alle limitazioni delle gare più calde in notturna: sono le più appetibili per la pay tv. In questi giorni, tra ricorsi e contro ricorsi, si sta decidendo la vendita dei diritti: c’è resistenza di fronte all’ipotesi di sottrarre – ad esempio – il derby o uno scontro potenzialmente di alta classifica come Roma-Napoli dal paniere degli eventi della domenica sera.

Fonte: ILMESSAGGERO.IT - EVANGELISTI

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