Rassegna Stampa

«Mou è un genio. Sarei felice di ritrovarlo»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-04-2016 - Ore 07:18

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«Mou è un genio. Sarei felice di ritrovarlo»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - MAHMOUDY - Il carisma di Josè Mourinho deve essere davvero fuori dal comune. Prendete Mohamed Salah. Nonostante al Chelsea l’attaccante, agli ordini dell’allenatore portoghese sia riuscito a ritagliarsi poco spazio, il giudizio dell’egiziano nei confronti del suo ex allenatore è straordinario.

Io e Mou Infatti, in una intervista rilasciata alla emittente Mbc, ha raccontato: «Nell’ottobre 2013 il Liverpool mi contattò e il dialogo durò alcuni mesi, anche perché il Basilea aveva rifiutato offerte che consideravano bassa per il mio valore. Io però aspettavo il Liverpool, perché era un club che mi piaceva molto. Ero davvero ansioso di unirmi a loro, ma poi ho ricevuto una telefonata direttamente da Mourinho e lì è cambiato tutto. Sentendolo al telefono mi sono emozionato. Mi ha spiegato la situazione, che ero un buon giocatore e che aveva bisogno di me. Così ho scelto il Chelsea. Lui è un genio, mi ha insegnato tanto. Se in futuro avessi ancora la possibilità di lavorare con lui, ne sarei felice. La mia esperienza in Inghilterra mi è servita molto, a Londra mi sono formato nel carattere e sono cresciuto a livello sportivo».

Io e la Roma Inutile dire, però, che ora in Italia si trovi benissimo, nonostante l’amarezza data ai tifosi della Fiorentina a cui ha risposto con un gol. «Ma loro erano già arrabbiati con me prima della rete perché ero passato alla Roma. Qui sto bene, mi sento a mio agio con i compagni e mi piace la città. Il momento peggiore è stato l’infortunio rimediato nel derby d’andata, in carriera non avevo mai vissuto una situazione del genere». Volando alto sulla sua carriera, così si racconta: «Il gol più bello l’ho segnato quando ero in Egitto, nell’Al-Mokawloon. Era una partita contro l’Al Ittihad, il 5 gennaio del 2012, anche se poi quella partita la perdemmo per 2 a 1. Tre mesi dopo scelsi di andare al Basilea e fu una delle decisioni più importanti della mia vita. È stata la scelta migliore che potessi prendere, perché è stata la mia porta per entrare nel calcio europeo, quello più importante. In Svizzera si gioca un calcio diverso da quello inglese e italiano, meno difficile. In Inghilterra il calcio è più duro, ci sono alcuni campi dove difficilmente una squadra può andare a vincere, mentre in Italia c’è molta tattica e questo fa sì che ogni formazione può andare a giocarsela ovunque».

Io e Ronaldo E all’intervistatore che gli sottolinea come alcuni studi dimostrino come sia più veloce di Cristiano Ronaldo, replica così: «È un dono di Dio. E come Ronaldo anche io devo sempre lavorare sul mio corpo. Solo così posso tenere alto il mio standard e dare sempre me stesso in ogni partita». Parola di capocannoniere giallorosso.

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Cecchini - Mahmoudy

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