Rassegna Stampa

Mr Infront Marco Bogarelli: “Murdoch vuole tutto, è suo il pressing su Renzi”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-05-2015 - Ore 08:55

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Mr Infront Marco Bogarelli: “Murdoch vuole tutto, è suo il pressing su Renzi”

IL FATTO QUOTIDIANO – TECCE - Il vero capo del pallone italiano si chiama Marco Bogarelli, presidente di Infront. Il taciturno Boga – pesce marino d’acqua salata – è inquieto: “Io non sono il padrone del pallone italiano. Il contrario: ho tanti padroni”. E tanti affari: Infront è il mediatore per i diritti televisivi del campionato di calcio, gestisce il marchio di decine di squadre blasonate e periferiche (Lazio, Milan, Genoa, Inter, Brescia, Bari) e la Nazionale di Antonio Conte. Per l’Antitrust, che ha aperto un’inchiesta, Infront ha officiato l’inciucio da 2,9 miliardi di euro in un triennio fra Mediaset e gruppo Sky. Perché Bogarelli controlla tutto e tutti: “Io faccio gli interessi dei miei clienti, la Lega di Serie A. Non pratico la lobby politica, la lascio a Sky che, l’anno scorso durante le trattative, fu ricevuta a Palazzo Chigi da Matteo Renzi. Ascolti: Bogarelli sta sui coglioni a Sky”. Allora i sospetti reggono: Infront è così potente che spaventa Rupert Murdoch.

Oggi la Lega ha introiti per un miliardo e duecento milioni di euro, noi l’abbiamo presa che ne ricavava soltanto 720 milioni con le televisioni. I signori di Sky dicevano che volevano pagare il 20 per cento in meno, perché sapevano e pensavano di stare soli. È chiaro che stiamo sui coglioni a Sky. Senza di noi, Murdoch avrebbe fatto carne di porco. E non stiamo parlando di un’azienda italiana, ma di un imprenditore australiano che qui fattura 3 miliardi di euro e poi li porta a casa.

Questo conferma la tesi che Bogarelli, legato al milanista Adriano Galliani, protegge il fragile Biscione.

Sky ha cercato e sta cercando di annettere Mediaset Premium per diventare monopolista. Il nostro mestiere è impedire che questo accada. E non lo facciamo per aiutare Berlusconi, ma per migliorare la vendita del campionato. Questo dovrebbe salvaguardare l’Antitrust. Di Mediaset non me ne può fregare di meno: è uno dei concorrenti. E spero che la prossima volta i partecipanti siano tre, quattro o cinque.

Ma Infront ha ignorato l’asta. Sky ha presentato le migliori offerte per il satellite e il digitale: aveva in mano il banco, e voi l’avete costretta al patto.

Balle, sono balle. Sky rischiava di trasformarsi nell’acquirente unico, e non poteva. È una lettura che ha accettato l’Autorità per le Comunicazioni e pure l’Antitrust, che conosceva i dettagli, perché si sveglia un anno dopo? Abbiamo chiesto un parere pro veritate, esibito e accolto dall’Antitrust.

Perché s’è affidato a Claudio Lotito per dirimere la contesa fra i Murdoch e i Berlusconi?

Che c’entra Lotito? È un presidente, nient’altro. Lotito ha spinto per la nostra proposta perché era conveniente per la Lega. Insieme, Sky e Mediaset garantivano più denaro: 945 milioni a stagione contro i 779 di Murdoch. Se deve vendere casa sua, non utilizza questa logica?

Infront va oltre: con lo sviluppo dell’immagine è il proprietario occulto di numerose squadre.

No, guardi, stia sereno. Con una rimonta eccezionale il Bari stava per venire in Serie A. Le regalo una notizia: è la settima o ottava piazza italiana per utenza. E così abbiamo comprato i diritti: fine del nostro rapporto con Gianluca Paparesta.

Ma il pallone in Italia dipende da Bogarelli.

Le persone dipendono dal mercato, noi enfatizziamo il mercato, le società tendono verso un maggiore valore di mercato. Non faccio politica, lavoro. Non vivo di rendita. Veda il caso di Sky: lavorassero di più anziché fare lobby politica.

Il 23 giugno, giorno di assemblea in Lega per i diritti televisivi, l’amministratore delegato Andrea Zappia e il presidente James Murdoch fanno visita a Renzi a Palazzo Chigi. E in tre giorni in Lega trovano e siglano il patto. Pressioni?

Spero che questo Paese sia diverso da come appare. Se Murdoch e Zappia incontrano i massimi vertici della politica italiana, io me ne frego. In Inghilterra hanno fatto la stessa cosa e hanno rischiato di andare in galera. Perché se manipoli l’informazione vai in galera. Perché la giustizia è giustizia, c’è la certezza della pena. Perché chi ha inventato il diritto, lo esercita. Le furbate di Murdoch lì non funzionano, l’hanno cacciato a pedate. L’indagine Antitrust cita il testo di un avvocato di Sky. Cosa vogliono dimostrare: che io sono il mostro?

Murdoch è il cattivo, Berlusconi la vittima?

No, è l’oggetto dei desideri di Sky per assumere il monopolio. E glielo dicono in faccia: o ti compriamo o ti cancelliamo. Non mi occupo né di Murdoch né di Berlusconi, io perseguo il profitto per Infront e la Lega.

Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO – TECCE

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