Rassegna Stampa

Multa per le “telefonate” in panchina, scatta il ricorso

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-11-2013 - Ore 07:41

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Multa per le “telefonate” in panchina, scatta il ricorso

Una chiamata da 5.000 euro.Una e basta, come da referto del commissario di campo.Salatissimo, dunque, il conto presentato alla Roma per il contatto, domenica sera a Torino, tra Claude Fichaux (in panchina) e Frederic Bompard (in tribuna): sorpreso il primo, tattico di Garcia, con in mano un walkie talkie.Nel comunicato del giudice sportivo Giampaolo Tosel si le legge che la Roma dovrà pagare l’ammenda per avere, al 3˚ del secondo tempo, un componente della panchina con funzioni di allenatore in seconda, fatto uso senza autorizzazione di una apparecchiatura ricetrasmittente. Dopo l’arbitro Banti, insomma, il giudice sportivo Tosel.La Roma,però, no nci sta e sta già studiando il ricorso alle Corte di Giustizia Federale. Che si basa su quattro lettere che i dirigenti giallorossi, ad inizio stagione, hanno inviato alla Figc, all’Aia, alla Lega calcio e alla la Procura Federale, per spiegare che Garcia in Francia era abituato a parlare con il suo vice Bompard, solitamente seduto sugli spalti per seguire ogni partita dall’alto. Tutto questo perchéaLivornoil tecnicoerastato sorpreso al telefono cellulare, durante il primo tempo della gara al Picchi.

 

 

Quella volta il giudice sportivo Tosel non era intervenuto perché il fatto non era stato riportato dall’arbitro Massa nel referto. La Procura federale, però,aveva aperto un fascicolo: «Prima di prendere eventuali provvedimenti chiederemo alla Uefa di favorire un chiarimento sugli organismi competenti della Fifa per quanto riguarda la portata e gli ambiti di applicazione della norma. L’obiettivo è quello di garantire uniformità a livello internazionale». La stessa procura è stata l’unica da aver risposto alla Roma,suggerendo l’atteggiamentodatenereinattesa di ricevere un chiarimento definitivo: avvertire l’arbitro prima di ogni gara. E’successopertuttelepartite,anche a Torino. Ma stavolta è arrivata la multa.Inaspettata.

Fonte: Il Messaggero

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