Rassegna Stampa

Nainggolan, Ljajic, Keita È la Roma dei quasi milanisti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-12-2014 - Ore 07:43

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Nainggolan, Ljajic, Keita È la Roma dei quasi milanisti

Keita in verticale per Nainggolan, tocco per Ljajic, destro a girare e Milan in vantaggio. Trova l’errore. O forse è solo un film che ha cambiato il finale per un soffio. Storie di mercato, storie di scudetto, storie di quasi ex: togli un giocatore all’anno al Milan e poi lo sfidi. Estate 2012: Keita. Estate 2013: Ljajic. Gennaio 2014: Nainggolan. Tutti e tre a un passo dal Milan, tutti e tre nel mirino di Adriano Galliani. Tutti e tre finiti, chi prima chi dopo, alla Roma.

QUI SEYDOU Magari domani sera un pensiero ce lo faranno. Magari domani sera Seydou Keita, il primo della serie, ricorderà di un inseguimento rossonero durato sei mesi. Cominciato tre anni fa più o meno di questi tempi, Natale 2011: il maliano è in uscita dal Barcellona perché poco impiegato, Galliani fiuta l’affare e si segna il nome Seydou sul taccuino. Cinque mesi più tardi tenta l’affondo, perché l’addio di Keita alla Spagna è ormai certo, due anni prima della naturale scadenza del contratto. L’a.d. offre un triennale a Seydou, forte anche di uno sponsor tutto particolare: in rossonero lo chiama Ibrahimovic, che con Keita aveva legato parecchio ai tempi del Barcellona. L’affare è avviato. Poi c’è l’intoppo. Perché lo sponsor viene meno — Ibra se ne va al Psg — e nel frattempo Keita riceve l’offerta milionaria dalla Cina, dal Dalian Aerbin: accordo complessivo da 14 milioni di euro di ingaggio, impossibile dire di no. Ma in Cina avevano visto (oltre che speso) bene, se è vero che Keita è oggi un riferimento assoluto della Roma di Garcia. «Non vorrei peccare di presunzione, ma sento che il mio fisico mi permetterà di giocare ad alti livelli fino a 40 anni», dice oggi il quasi 35enne Keita. E infatti la Roma gli ha già sottoposto l’idea di allungare il contratto — in scadenza a fine stagione — almeno fino al 2016.

QUI ADEM Perché i contratti in scadenza sono pericolosi, si sa. Lo sa pure Adem Ljajic, che nell’estate 2013 con la Fiorentina non trova l’accordo per il rinnovo. Il suo agente parla ripetutamente con i rossoneri, Galliani fa un’offerta che la Fiorentina giudica «irrispettosa», accusando apertamente il club rossonero di «scorrettezza». Tra il Milan e la Fiorentina è uno scambio feroce di accuse, in mezzo c’è Ljajic che aspetta di conoscere il suo destino. Destino che quasi di colpo si tinge di giallorosso. Perché nel frattempo il d.s. Sabatini vende Erik Lamela al Tottenham e decide che sì, il serbo fa al caso di Rudi Garcia. L’accordo tra Adem e il Milan va a farsi benedire, l’innamoramento di Galliani pure. E adesso Ljajic si gode questo RomaMilan, a cui arriva da vero titolare. Domani giocherà la sesta partita consecutiva dal primo minuto in giallorosso, settima considerando anche la Champions: non era mai successo, segno evidente della centralità raggiunta all’interno del gruppo Roma.

QUI RADJA Centralità che non è mai stata in discussione, a Trigoria, per Nainggolan. Forse sarebbe stato lo stesso anche a Milanello, se solo Sabatini non avesse alzato la posta fino a far diventare irraggiungibile per Galliani il belga. È storia di 12 mesi fa. Inizio gennaio 2014, il Ninja è in uscita dal Cagliari, il club sardo vuole scatenare un’asta e ci riesce. Perché c’è la Juve, di mezzo. C’è il Napoli. E c’è il Milan, appunto. «Stiamo provando a cedere un paio di uomini, poi vediamo se arriverà», dice sul belga Galliani la sera del 5 gennaio. Poche ore dopo, in un’asta notturna, Sabatini la spunta. «Non verrà al Milan, andrà alla Roma», dirà lo stesso Galliani la mattina del 6 gennaio. Oggi Nainggolan è la cresta che Garcia sfoggia nel duello scudetto con il Milan. «È il cuore pulsante della nostra squadra», dice del centrocampista il francese. Il terzo giocatore che invece di vestirsi a strisce è finito a far felici i dirigenti di Trigoria. Tre punti fermi, tra centrocampo e attacco. Pronti a caricare di rimpianti il Natale di Galliani.

Fonte: Gazzetta dello Sport - STOPPINI

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