Rassegna Stampa

Nainggolan rilancia: «Il Chelsea c’è. Ora la Roma faccia la sua parte»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-06-2016 - Ore 07:31

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Nainggolan rilancia: «Il Chelsea c’è. Ora la Roma faccia la sua parte»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - BOCCI - Radja corre, strappa, cuce, recupera palloni. Radja ha un aspetto diverso dalla maggior parte dei suoi compagni: pelle tatuata come Queequeg, il ramponiere di Moby Dick, parlantina brillante. «Venivo da un quartiere disagiato, il calcio mi ha salvato la vita». Non è l’unico, ma è unico in altre cose: il c.t. Wilmots, per esempio, lo considera un giocatore chiave e non soltanto per l’atteggiamento da combattente, caso raro in una squadra di esteti più o meno giovani. «Nainggolan ha delle caratteristiche che gli altri centrocampisti non hanno. Per il mio Belgio è fondamentale». Sulla pelle multicolor di Radja complimenti e critiche sembrano scivolare via. Ma forse l’indifferenza è soltanto un inchiostro colorato in più e serve a confondere. Non c’è molta confusione nel modo scelto da Nainggolan per parlare della Roma dopo le avances di Antonio Conte e del suo Chelsea. James Pallotta, sbarcato in Italia, ha dichiarato che il centrocampista non si muoverà, ma Radja ha puntualizzato: «Mi fa piacere, ma che cosa dovrei dire? Io ho dichiarato la mia volontà, ora vediamo come si muoverà la società. Intanto penso all’Europeo».

Radja, in Italia si parla molto dei problemi difensivi del Belgio: pare che l’infortunio di Kompany abbia lasciato il segno e che sia difficile trovare un rimedio.

«Non sono d’accordo. Kompany è un giocatore importante, ma possiamo trovare un rimedio. Abbiamo tanti giocatori bravi, Alderweireld e Vertonghen stanno facendo buone partite, e Denayer è giovane, ma è un giocatore di grande prospettiva e sono certo che diventerà un grande difensore. Le soluzioni insomma ci sono e noi stiamo sperimentando diverse possibilità. Le amichevoli si fanno per questo, per consolidare i meccanismi della squadra e migliorare. Ovviamente se prendi gol in ogni partita come sta succedendo a noi cominci a farti qualche domanda. Contro la Norvegia però la prova della difesa è stata buona. Siamo andati meglio rispetto alle ultime amichevoli giocate, nonostante i due gol subiti. Dobbiamo continuare a farci delle domande, ma anche sapere che possiamo trovare le risposte».

Il primo gol della Norvegia è arrivato per un errore suo.

«Capita. L’importante per me era giocare novanta minuti, devo ritrovare la forma giusta se voglio fare un buon Europeo. Uscivo da un infortunio importante, e per me è stata la prima volta in carriera. Ho bisogno di giocare per essere al meglio. In questo momento la cosa più importante è sentire le gambe che girano per tutta la partita».

In effetti ha chiuso in crescendo, e poi Wilmots dice che lei è un giocatore chiave.

«Dipende dalle sue scelte: io faccio quello che devo fare, sono un calciatore e non mi occupo di altro. È lui che sceglie chi mandare in campo e quale ruolo dare all’interno della squadra».

Ma è anche il calciatore del Belgio che forse ha scalato più posizioni: dal nulla del Mondiale, per il quale non è stato neppure convocato, a un ruolo importante due anni più tardi.

«Non ho più nemmeno voglia di fare polemica su quella vicenda. La delusione mi è passata, adesso sono qui, mi gioco l’Europeo e spero di avere la possibilità di andare al prossimo Mondiale. Ho ancora un po’ di anni per provarci».

Il torneo in Francia parte contro l’avversaria più difficile e titolata del girone, l’Italia. È un bene o un male per il giovane Belgio?

«Noi dobbiamo giocare nella nostra forma abituale, senza preoccuparci di quello che farà l’avversario, anche se è un avversario forte. Abbiamo individualità di grande talento e dobbiamo trovare il sistema di farle esprimere al meglio. Hazard, De Bruyne, ma non solo: ci sono talmente tanti giocatori di qualità fra i miei compagni che fare un solo nome diventa difficile».

Si è parlato della possibilità di un Belgio schierato con una difesa a tre per contrastare l’Italia.

«Mi pare fantascienza. Abbiamo sempre giocato con la difesa a quattro».

Qual è il giocatore chiave che può portare il Belgio in alto all’Europeo?

«Non un solo giocatore, ma l’equilibrio di squadra che ancora non abbiamo. Contro la Norvegia, Hazard e De Bruyne hanno fatto un buon lavoro aiutando anche in difesa: è la strada giusta. Abbiamo tanti calciatori bravi, ma se non ci mettiamo in testa che bisogna giocare tutti insieme, aiutandosi e correndo e faticando, sarà dura arrivare in fondo. Su questo dobbiamo ancora lavorare, però i segnali di progresso ci sono».

Lei si sente leader di questo Belgio?

«Il mio stile di gioco è sempre lo stesso, nel club e in nazionale. Lottare, non mollare mai, dare tutto per la squadra. Sono contento così».

Sembra l’identikit del giocatore perfetto per Antonio Conte e si parla di contatti con il Chelsea. Lei per la prossima stagione dove si vede?

«La mia volontà l’ho sempre dichiarata apertamente: alla Roma sto bene, Roma mi piace, è lì che mi vedo. D’altra parte un’offerta da parte del Chelsea è importante, non si può semplicemente evitare di prenderla in considerazione. Io ho già esposto le mie preferenze, ora bisognerà vedere se la società farà la sua parte». Rivali fra una settimana a Lione, ma dopo chissà. L’Europeo di Nainggolan sarà percorso dalle voci di mercato, fino alla fine.

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Bocci

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