Rassegna Stampa

Nainggolan tra esclusione, tweet e insulti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-05-2014 - Ore 08:28

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Nainggolan tra esclusione, tweet e insulti

Prevedibile e discutibile la scelta di Marc Wilmots, ct del Belgio, che a furor di popolo e ancor prima che il Mondiale cominci, è la squadra a cui è già stato assegnato il premio della critica: Radja Nainggolan non fa parte dei 23 che andranno al Mondiale in Brasile, a meno che non si faccia male qualcuno. Per questo, il Ninja, è stato incluso in una mini lista composta da sei riserve, in attesa delle sventure altrui. Radja l’ha presa con filosofia: «Il mio mondiale sarà la Champions con la Roma», ha cinguettato. Con meno filosofia ha invece incassato i pesanti giudizi di qualcuno che, su twitter, non gli ha perdonato l’alzata di mani verso la moglie. «Sai solo menare le donne»; «sei un pagliaccio». Il belga ha risposto a uno con un invito a venirlo a trovare (così, magari per scambiare due chiacchiere…) e poi a un altro con un esplicito insulto, «testa di c….». Anche la moglie, Claudia, ha cinguettato un misterioso «forse qualcuno non deve sapere della nostra presenza a Roma. Leviamo il disturbo…». Insomma, un momentaccio.

Tornando al Belgio: tra i 23 non poteva mancare Dries Mertens, protagonista col Napoli e punto di forza, lui sì, di Wilmots. Il Nainnggolan della Spagna si chiama José Maria Callejon, o meglio ancora Borja Valero, entrambi esclusi dal ct Del Bosque. Molto furie e poco rosse sia l’attaccante del Napoli, 14 gol stagionali, sia il centrocampista della Fiorentina, fermo a una sola presenza con la maglia rossa.

ITALIANI AL MONDIALE - Nella lista dei 30 spagnoli, per ora, figura Fernando Llorente, neo campione d’Italia, con 15 gol all’attivo. Lo juventino sgomita, spera, ma non è detto che il suo nome resti in quella lista: Villa, Diego Costa, Torres, Negredo sgomitano e sperano come lui. Pensare che Del Bosque possa escludere il bomber dell’Atletico diventa molto difficile. Non sorprende l’esclusione di David Pizarro dai convocati del Cile, perché il viola è in rotta da tempo con le istituzioni sportive del suo paese. Il commissario tecnico, Jorge Sampaoli, ha tenuto per la sua squadra un’ossatura tutta italiana: Pinilla, Mati Fernandez, Carmona, Isla e Vidal, quest’ultimo convalescente ma, a detta di molti, recuperabilissimo. Quatrro, gli svizzeri “italiani”, tre del Napoli, Gokhan Inler, Valon Behrami, Blerim Dzemaili, più Reto Ziegler, che sta al Sassuolo. La Svizzera è l’unica nazionale con una media under 30, ma con un tecnico sufficientemente stagionato, Ottmar Hitzfeld, anni 65. Un altro pezzo d’Italia è nel Giappone: Yuto Nagatomo dell’Inter e Keisuke Honda del Milan, più il ct Alberto Zaccheroni, che ha allenato sia i rossoneri sia i nerazzurri.

E ancora: un gruppetto di italiani esaltano il Ghana, Michael Essien e Sulley Muntari (Milan), Agyemang Badu (Udinese), Kwanadwo Asamoah, Afriye Acquah (Palermo) e la Grecia Fetfatzidis, Lazaros e Koné.

Da pezzi d’Italia ai pezzi di Roma: andranno in Brasile, Maicon, Gervinho e Tososidis (anche Tachtisidis…). Non Castan che, come Nainngolan, avrà la Champions come Mondiale. Una (neanche troppo magra) consolazione.

Fonte: Il Messaggero – Angeloni

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