Rassegna Stampa

Nicchi, Rocchi, Tavecchio e il comune senso del pudore

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-10-2014 - Ore 18:12

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Nicchi, Rocchi, Tavecchio e il comune senso del pudore

A calco, il 5 ottobre scorso, dopo il disastro di Juve-Roma, calciomercato.com aveva chiesto a Marcello Nicchi se non avesse nulla da dire.
Per commentare la direzione di Rocchi, il presidente degli arbitri ci ha messo otto giorni. Si vede che doveva ponzare. Tempo sprecato:per dire ciò che ha detto a Raisport, Marcello Nicchi poteva anche risparmiarsi l'attesa.
Anzichè chiedere scusa per la sequela di errori che ha rovinato la superpartita del campionato, l'ex fischietto aretino si è lanciato in una sperticata arringa che farebbe ridere se non facesse piangere. Il tutto condito dalla proverbiale arroganza che rafforza due convinzioni: 1) il giorno in cui Nicchi toglierà il disturbo, sarà sempre troppo tardi. 2) Come Tavecchio, squalificato per 6 mesi dall'Uefa per frasi razziste, ma tuttora al suo posto, anche Nicchi non conosce che cosa sia il pudore. Sentite un po'. 

"Ad oggi, le immagini dicono che non ha sbagliato nulla. Quando l'arbitro prende una decisione non ha dubbi, è certo e deve andare avanti con quelle certezze. Uefa e Fifa hanno giudicato gli episodi dello Stadium al limite, nemmeno la tecnologia è bastata a chiarirli. Dal punto di vista affettivo, l'arbitro Rocchi non dovrebbe restare fermo. Questa decisione, tuttavia, tocca al designatore. Io sono tranquillo, Rocchi è tranquillo, si sta allenando e, a oggi, le immagini direbbero che non ha sbagliato niente. Tutti sanno che Rocchi è uno dei primi cinque arbitri europei. In un altro Paese non si sarebbe probabilmente neppure parlato del suo arbitraggio. Se mettiamo in dubbio le capacità di Rocchi, cadiamo nel ridicolo: bisogna accettare con più serenità gli errori di arbitri e giocatori. Quando dei professionisti gestiscono uno spettacolo visto da tutti, bisogna avere comportamenti consoni. Rocchi dirà cos'ha provato, vissuto e sperimentato, in un'intervista che abbiamo già concordato".

Capita l'antifona? Vietato dire che Rocchi ha sbagliato. Vietato affermare che la sua designazione è stata sbagliata perchè, se Rizzoli è il miglior arbitro italiano, colui che ha diretto la finale mondiale, è Rizzoli che deve dirigere Juve-Roma, non Rocchi. E basta con le menate sulla rotazione dei fischietti e bla bla bla: basta. 

"A oggi le immagini direbbero che non ha sbagliato niente" ?!?  Ma dove, ma quando? Che cosa ha visto Nicchi, la moviola di Marte? Ma pensa che milioni di tifosi non abbiamo occhi per vedere e testa per ragionare? Ma chi caspita si crede di essere, Nicchi: il depositario della verità universale? 

"Tutti sanno che Rocchi è uno dei migliori arbitri europei". Maddai? Tutti chi? Nicchi? Forse Rocchi è lo stesso che quattro giorni prima, dirigendo Arsenal-Galatasaray in Champions League, quando Felipe Melo ha rischiato di sfasciare le caviglie a Sanchez, anzichè espellere il brasiliano l'ha solo ammonito, scatenando la sacrosanta ira di Wenger e dei Gunners?
Forse Rocchi è lo stesso arbitro della finale pechinese di Supercoppa Italia 2012, fra Juve e Napoli (4-2) che indusse De Laurentiis a dare l'ordine di ritirare la squadra, disertando la premiazione?
Forse Rocchi è lo stesso arbitro di Bologna-Milan 2-2 (11 dicembre 2011), che al Corriere della Sera, il giorno dopo disse: se ho sbagliato, chiedo scusa? 
Forse Rocchi è lo stesso arbitro di Inter-Napoli 0-3 (1 ottobre 2011) che scatenò le ire nerazzurre per una serie di topiche sesquipedali? Andiamo avanti o ci fermiamo? Meglio fermarsi.
 
Ma Nicchi non ha dubbi, solo certezze: "Gli arbitri vanno in campo senza preconcetti, lo stesso avverrà nelle partite di queste due squadre. Ma è importante che i protagonisti non li mettano in difficoltà. Non c'è nessun fardello che ci portiamo dietro da Calciopoli, questi sono nuovi dirigenti e abbiamo fatto tesoro degli errori del passato. Viene difficile parlare di arbitri quando si legge che un deputato fa un'interrogazione parlamentare per un calcio di rigore, mentre questo Paese è allo sbando e i giovani non hanno lavoro: si preoccupasse di questi problemi".

Sulla moviola in campo: "Tavecchio mi ha chiesto di sperimentare la moviola e io ho detto subito si. Ma, una cosa è la tecnologia, una cosa la moviola. Siamo disponibili a ogni sperimentazione, anche se non è questa la risoluzione dei problemi. Poi, ci sono i costi: vale la pena per uno o due episodi installare 28 telecamere in un'area di rigore? Non vorrei che la Serie A diventasse una Playstation. Gli stadi sono vuoti e, se finisce il giochino, cosa facciamo? Chiudiamo gli stadi di Serie A?".

Nicchi pensi agli arbitri e, se viene introdotta la moviola in campo, badi solo ad eseguire gli ordini della  Fifa. I costi non sono affar suo o le telecamere le paga lui? Quanto agli stadi vuoti, qualche volta potrebbe pensare che, una delle cause dell'esodo, possa anche essere la mediocrità tecnica di buona parte della classe arbitrale. Per esempio: come mai, a Firenze, nella stagione scorsa, in occasione dell'eurosfida Fiorentina-Juve per l'Europa League, l'arbitro ricevette un'ovazione addirittura prima che si iniziasse la partita?
Ops! Non era italiano. Era l'inglese Webb. 

Fonte: Xavier Jacobelli - Direttore Editoriale www.calciomercato.com

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