Rassegna Stampa

No ai muri, il Roma-Napoli dei migranti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-04-2016 - Ore 07:12

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No ai muri, il Roma-Napoli dei migranti

GAZZETTA DELLO SPORT - Lo stesso numero di nazioni in campo, forse di più. Un vero mappamondo. Paraguaiani, capoverdiani, eritrei, somali, naturalmente siriani. Ma il Roma-Napoli di domani avrà un palcoscenico molto diverso da quello di lunedì. Niente stadio Olimpico, si gioca al XXV aprile di Pietralata, 200 spettatori di capienza, vicino ai luoghi in cui Pasolini ambientò «Una vita violenta», la casa della Liberi Nantes, la nazionale dei rifugiati di Roma che gioca il torneo di Terza Categoria fuori classifica, che per l’occasione ospiterà l’Afro-Napoli United, che invece dalla Prima Categoria è pronta per il salto nella Promozione.

CONTRO I MURI «Portare fuori la nostra esperienza è il massimo», ci racconta Celeste Sabatino dell’Afro-Napoli United, in cui militano atleti italiani e stranieri, e che ha come quartier generale lo stadio Vallefuoco di Mognano. «L’idea è venuta a Pierluigi Pardo, giornalista televiso, e l’abbiamo raccolta subito. Sarà il derby di tutti i Sud del mondo», aggiunge Alberto Urbinati, portavoce della squadra romana, uscita da una selezione pazzesca (a inizio stagione in 200 hanno provato a far parte della formazione). Squadra che per l’occasione ha anticipato a oggi il suo turno di campionato. Un confronto originale fra Roma e Napoli, un modo per segnare tanti gol al razzismo, all’odio, all’ennesimo muro alzato dopo la tragedia della morte di Ciro Esposito. Alla partita, sostenuta anche da Sisal Matchpoint e #Romacares, dovranno partecipare alcuni grandi ex giallorossi di Romalegends.

QUEI DISEGNI Ma c’è anche un altro motivo per andare domani a Pietralata - a proposito, si comincia alle 11.30, prima del clou c’è l’incontro fra Albarossa e Sporting Roma - alla vigilia della sfida Champions. Al XXV aprile saranno esposti undici disegni di Hassan Sheradzade, la bambina curdo-siriana di otto anni che da Idomeni, al confine fra Grecia e Macedonia, racconta con la sua matita e i suoi colori la fuga dalla guerra, la vita nel campo profughi, la speranza sequestrata dalle mille trattative internazionali in cui gli esseri umani diventano soltanto numeri. Questo Roma-Napoli è anche un modo per raccontare la sua storia.

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