Rassegna Stampa

No scudetto, sì party. Altri record per la Roma

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-04-2014 - Ore 07:20

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No scudetto, sì party. Altri record per la Roma

C’è stato un periodo, tra autunno e inverno, in cui i tifosi romanisti sognavano di vincere lo scudetto a Genova proprio come nel 1983. Dopo il 26 maggio e la sconfitta in Coppa Italia, in molti vedevano nell’ultima giornata a Marassi una sorta di risarcimento per quello che veniva considerato uno dei k.o. più duri della storia romanista. Ora che all’appuntamento col Genoa mancano 3 settimane, i tifosi della Roma sanno che per il risarcimento bisognerà attendere (almeno) un’altra stagione e che il sogno tricolore, aritmetica a parte, è svanito. Quella che non è svanita, e bastava vedere anche ieri l’atteggiamento battagliero di Garcia a Trigoria, è invece la fame romanista. Il titolo non arriverà, altri record sono invece alla portata e per questo il tecnico continua a martellare i giocatori come se il campionato fosse appena iniziato.

 

ALTRI PRIMATI I calciatori, dal canto loro, si sono ritrovati dopo tre giorni di riposo. In molti sono partiti (Dodò a Barcellona, Bastos a Montecarlo, Destro e Florenzi alle terme, Toloi a Venezia), qualcun altro è rimasto a Roma, quasi tutti lunedì sera hanno visto Sassuolo-Juve. C’è voluto poco, nonostante il gol di Zaza, a capire come sarebbe andata a finire. Nonostante questo, a Trigoria il morale era alto. La Roma vuole 9 punti nelle prossime 3 partite per arrivare alle 12 vittorie di fila in campionato, compreso il recupero col Parma — mai successo nella storia del club — e per sfondare il muro dei 90 punti. Non solo: a Catania, dove la Roma ha lasciato uno scudetto nel 2008 e si è dovuta accontentare di una qualificazione ai preliminari di Euro pa League tre anni più tardi, la Roma non vince oramai da più di quarant’anni, e Garcia vuole sfatare anche questo tabù.

 

GUERRA BIANCONERA  L’ultima partita all’Olimpico, invece, vedrà i giallorossi opposti alla Juventus. A meno di clamorosi colpi di scena, la squadra di Conte arriverà già campione, ma questo non impedirà a Totti e compagni di giocare come se in palio ci fosse ancora qualcosa. Il motivo? La Roma, visto anche il successo per 1-0 in Coppa Italia, vuole battere due volte su tre gli odiati rivali (tornati ad essere tali dopo il botta e risposta Conte-Garcia) e dimostrare che, tra andata e ritorno, tutte le squadre della Serie A sono state sconfitte, almeno una volta.

 

FATTORE OLIMPICO  Se la Roma dovesse riuscire nell’impresa (ma basterebbe anche un punto con la Juve) tornerebbe ad essere imbattuta per un’intera stagione all’Olimpico dopo 12 anni. È dal 2001-02, infatti, che i giallorossi non riescono a mantenere lo stadio inviolato per un anno intero. Sarebbe un altro grande traguardo anche se, in fondo, è proprio nello stadio di casa che i giallorossi hanno perso punti importanti — e forse decisivi — nella lotta scudetto: i due pareggi dell’andata contro Cagliari e Sassuolo (un solo gol segnato, peraltro su autorete di Longhi) e i due del ritorno contro Lazio (anche se si giocava in trasferta) e Inter sono stati pagati a carissimo prezzo. Quattro punti su dodici, otto in meno di quelli che potevano essere conquistati. E che invece, guarda caso, sono proprio quelli che la Juve ha di vantaggio e grazie ai quali, nonostante tutti i primati di Garcia, diventerà campione.

 

Fonte: Gasport (C. Zucchelli)

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