Rassegna Stampa

Non aprite quella porta: la Roma pare un film horror

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-06-2013 - Ore 13:45

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Non aprite quella porta: la Roma pare un film horror

CORSERA (G. PIACENTINI) - «Per una grande squadra ci vuole un portiere molto forte. Quindi ne troveremo uno efficace». Parola di Rudi Garcia che, da uomo saggio, sa che i palazzi si costruiscono su fondamenta solide. E quelle della Roma, ultimamente, scricchiolano. Il problema numero uno, inteso come ruolo ma anche come priorità per la prossima stagione, non nasce oggi ma ha radici antiche. Walter Sabatini pensava di averlo risolto due stagioni fa, prendendo dall’Ajax il portiere vice-campione del mondo, cioè Maarten Stekelenburg. Il gigante di Haarlem, però, non ha avuto la riuscita che il d.s. sperava — 110 gol subiti in campionato, non solo da lui, nelle ultime due stagioni — anche perché non è che Stek ci abbia messo poi tutto l’impegno.

E così, dopo la cessione al Fulham, che si era materializzata già a gennaio prima del tragicomico dietrofront giallorosso con il portiere avvisato del ripensamento quando era a Londra per le visite mediche, il problema si ripropone. È un caso che va avanti da parecchio. Negli ultimi dieci anni gli inquilini della porta giallorossa sono stati i più disparati: dallo scudettato e mai troppo amato Antonioli in poi, oltre a Stekelenburg, si sono alternati Lupatelli, Pelizzoli, Zotti, Curci, Doni, Artur, Julio Sergio, Lobont e Goicoechea.

Alcuni (Doni per un paio di stagioni con Spalletti e Julio Sergio nell’anno dello scudetto sfiorato con Ranieri) hanno avuto una buona riuscita, sugli altri è meglio stendere un velo. Ora Sabatini deve ricominciare la ricerca, che in realtà lo aveva portato nelle settimane scorse a bloccare Rafael, numero uno del Santos ed erede designato di Julio Cesar, che però non convince Garcia. Il tecnico francese, consapevole che non può permettersi di sbagliare niente, all’erede preferisce il titolare.

Ecco perché l’ex numero uno dell’Inter, che ha una clausola che gli consente di liberarsi praticamente a costo zero dal retrocesso QPR, è tornato di moda nelle ultime ore. C’è però un’importante controindicazione: vuole uno stipendio di3,5 milioni netti, troppi per un calciatore che a settembre compirà 34 anni. La pista Rafael non è del tutto tramontata, ma la Roma, che ha da settimane un accordo con il calciatore, non parteciperà ad aste per il suo cartellino e non si sposterà dall’offerta di 4,5 milioni già recapitata al Santos.

Di alternative credibili e affidabili, però, non ce ne sono molte in giro. Negli ultimi giorni sono circolati i nomi di parecchi candidati, da Jefferson del Botafogo a Ruffier del Saint Etienne, passando per Diego Alves del Valencia, che ha il passaporto italiano ma anche altri due anni di contratto con la formazione spagnola. I nomi italiani non sono di quelli che entusiasmano le folle: Viviano, rimandato a Palermo dalla Fiorentina, è in stand-by. Viene da una stagione disastrosa con la maglia viola e non sembra la soluzione ai problemi romanisti. Così come Sorrentino, anche lui del Palermo, che potrebbe essere un buon secondo per consentire ad un giovane di crescere con tranquillità. Magari Rafael. Se Sabatini riuscirà a convincere Garcia che è lui il nome giusto per blindare la porta giallorossa.

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